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Referendum sull'indipendenza del Veneto: semaforo verde

Zaia replica così alla lettera inviata dal ministro Costa: "L'unica domanda ammissibile da sottoporre ai veneti sia quella generale fissata dalla legge regionale e legittimata dalla Consulta"

TREVISO “Mi pare che il primo negoziato, quello sulla possibilità di un quesito referendario articolato che indicasse anche le materie (ad esempio sanità, istruzione, ecc.) su cui chiedere l’autonomia, sia già fallito per il no opposto dal governo. Non resta dunque ora che indire il referendum veneto col quesito ammesso dalla Consulta”.

E’ la prima reazione a caldo del Presidente della Regione del Veneto, Luca Zaia, alla lettera del Ministro per gli Affari Regionali e le Autonomie, Enrico Costa, ricevuta oggi a Palazzo Balbi, relativa al negoziato sull’autonomia e sul connesso referendum consultivo. E’ di due mesi fa la lettera di Zaia a Renzi con cui si chiedeva, ai sensi dell’articolo 116, III comma, della Costituzione, di negoziare sul quesito referendario da sottoporre ai veneti in relazione alla maggiore autonomia, che veniva illustrata in modo ampio e dettagliato.

“Mi pare evidente il rifiuto del Governo a negoziare sul quesito – prosegue Zaia – e che, per Palazzo Chigi, l’unica domanda ammissibile da sottoporre ai veneti sia quella generale fissata dalla legge regionale e legittimata dalla Corte Costituzionale. Il secondo passaggio discutibile è laddove il Ministro si dice disponibile a individuare e delimitare le materie. Non va assolutamente bene, anche perché usano il verbo ‘limitare’. Certo è che, tanto più i veneti si esprimeranno per il SÌ, tanto meno si potrà limitare”.

“Comunque – conclude Zaia – procediamo con ordine. Non essendovi ormai altra ipotesi che non quella di indire il referendum, nelle prossime ore scriverò ufficialmente al Governo chiedendo la possibilità di abbinare la consultazione veneta con quella nazionale sulla riforma costituzionale. Vedremo cosa risponderà il Governo e se terrà conto delle istanze di rigore sulla spesa pubblica di cui parla tanto”.

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