Maxi polo della logistica a Casale sul Sile: «Il sindaco faccia chiarezza»

Il gruppo consiliare Verso il Domani chiede trasparenza sul progetto per la realizzazione di un maxi polo della logistica a Casale sul Sile. Appello al primo cittadino

«Il sindaco Giuliato esca dal palazzo e convochi un Consiglio comunale aperto, come previsto dall'articolo 16 dello Statuto comunale, per presentare alla cittadinanza il progetto di realizzazione di un maxi polo della logistica a Casale, prima che la Giunta prenda qualsiasi decisione sull'adozione del piano». 

L'appello arriva da Stefania Benetti, Bruna Battaglion e Martina Simionato del Gruppo di minoranza "Verso il Domani" in Consiglio comunale a Casale sul Sile. E' infatti in fase di analisi in questi mesi da parte della Giunta Giuliato l'adozione del PUA (Piano Urbanistico Attuativo) che riguarda il cosiddetto "Parco Tematico", l'area di 500mila metri quadrati compresa tra le zone industriali di Via Colombo a Casale e di Quarto d'Altino, dove potrebbe sorgere un maxi polo per la logistica. Il progetto in discussione presenta notevoli criticità, come rilevato da diversi soggetti che si sono espressi sul tema: il parere contrario all'adozione del PUA da parte del responsabile del settore Area Tecnica del Comune di Casale, i pareri contrastanti sull'interpretazione di un articolo della Legge Regionale sul consumo del suolo formulati da parte di due studi legali interpellati rispettivamente dall'Ufficio Tecnico Comunale e dalla Giunta e, non da ultimo, le posizioni espresse a mezzo stampa nei giorni scorsi da Ascom Confcommercio Treviso e dalla Segreteria Provinciale del Partito Democratico che evidenziano danni per il territorio, per l'occupazione e per la viabilità. Stefania Benetti, Bruna Battaglion e Martina Simionato continuano: «Riteniamo che il progetto che la Giunta sta discutendo sia in contrasto con la Legge Regionale sul consumo del suolo: esso infatti prevede la cementificazione di 500mila metri quadrati di superficie, mentre la Legge Regionale entrata in vigore nel 2017 prevede che Casale possa, fino al 2050, consumare suolo per una superficie pari a 84.700 metri quadrati. Inoltre condividiamo le preoccupazioni già espresse da più soggetti di un impatto negativo sul territorio sia in termini ambientali, che per quanto riguarda la viabilità e l'occupazione stessa. Riteniamo che il sindaco abbia l'obbligo di fornire massima trasparenza alla cittadinanza su un progetto così impattante per il territorio e che presenta tali criticità - concludono le consigliere di Verso il Domani - Per questo, raccogliendo anche il monito espresso dal Segretario Generale del Comune di fornire massima trasparenza all'operazione, chiediamo che senza indugi il Sindaco Giuliato porti questo procedimento in discussione in un Consiglio Comunale aperto per presentare il progetto, le sue problematiche e gli effetti sul territorio alla popolazione, alle associazioni di categoria e a tutti i portatori di interesse. E' una questione di trasparenza e di rispetto dei cittadini».

La replica del sindaco Giuliato

«In primis, in questo momento di difficoltà per il nostro territorio ritengo doveroso far sentire ai collaboratori comunali e ai membri dell'amministrazione di Casale sul Sile il mio ringraziamento per l'impegno e il grande senso di responsabilità con cui stiamo affrontando l'emergenza Coronavirus - esordisce il primo cittadino - Di fronte a tale emergenza considero che ogni discussione politica sia davvero fuori luogo, ma lo stesso senso di responsabilità nei confronti dei cittadini mi impone di intervenire a fare chiarezza rispetto al progetto del Parco Tematico, onde evitare azioni di disinformazione già avviate da qualcuno sulle testate giornalistiche o sui social.

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In primo luogo - prosegue Giuliato - vale la pena ricordare che la vicenda del cosiddetto "Parco Tematico" risale a molti anni prima dell'insediamento dell'attuale Giunta e, precisamente, ha inizio nel 1989 quando l'area in questione fu trasformata da agricola ad industriale. Successivamente nei primi anni del 2000 la stessa area fu destinata ad insediamenti produttivi sia industriali, direzionali e commerciali a grande fabbisogno di superficie con il chiaro intento di accorpare nel Parco Tematico insediamenti di tale tipo e mettere così ordine nello sviluppo industriale del nostro territorio già all'epoca caratterizzato da ben 22 siti industriali sparsi. Da allora, visto il prevedibile grande impatto economico e occupazionale conseguente alla realizzazione di un eventuale investimento nell'area, tutte le amministrazioni che si sono succedute hanno auspicato nello sviluppo del Parco Tematico. Da oltre 20 anni, infatti, la destinazione dell'area è sempre stata riproposta in tutti i piani regolatori come area di espansione di attività industriali e, dunque, individuata come la più idonea a questo tipo di sviluppo, anche perché ricompresa tra due aree a destinazione industriale a est nel Comune di Quarto d'Altino e a ovest le aree di via Colombo e via King, e con la possibilità di collegare tale area direttamente a infrastrutture viarie autostradali. Per cui non vi è stato alcun cambio di destinazione d'uso di questa area rispetto a quanto previsto in passato. Nel 2008 vi fu una prima proposta di sviluppo del Parco Tematico con la presentazione da parte dei proprietari delle aree di una proposta di Piano Urbanistico Attuativo (P.U.A.). che, però, non ebbe seguito perchè abbandonata dagli stessi proponenti. Nel 2017, prima dell'entrata in vigore della legge regionale numero 14/2017 sul consumo del suolo, alcuni proprietari dei terreni compresi nel "Parco Tematico" hanno nuovamente manifestato la loro volontà di procedere alla trasformazione dell'area depositando una ulteriore proposta di P.U.A. Visti, però, i dubbi interpretativi conseguenti all'emanazione della citata L. R. sul consumo del suolo e alle deroghe da essa consentite, è stato effettuato un approfondimento legale all'esito del quale la giunta ha ritenuto di poter dare indicazione agli uffici di proseguire con l'esame del PUA "Parco Tematico" e con la conferenza di servizi dove dovranno essere, comunque, raccolti i pareri di tutti gli enti competenti. La giunta, dunque, non ha adottato alcun piano (come peraltro evidenziato a chiare lettere nella sua stessa delibera n. 11/2020) ma è intervenuta a superare uno stallo interpretativo dovuto al sopraggiungere, in corso d'opera, della nuova normativa regionale al fine di far proseguire la fase istruttoria del PUA. E' anche il caso di precisare che la Giunta ha emanato la delibera in questione il 31 gennaio 2020 ovvero quando dell'emergenza coronavirus in Italia non vi era nemmeno l'ombra. Questo in risposta alle fantasiose teorie complottiste di qualcuno secondo cui si sarebbe voluto approfittare dell'emergenza sanitaria per far passare in sordina il provvedimento. Esercitare il proprio diritto di critica su una decisione è un bene per la democrazia, diffondere fake news no» conclude il primo cittadino.

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