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Da Re attacca il Vescovo Pizziolo: "E' abituato a vivere nel suo castello"

Il segretario veneto della Lega replica alle dichiarazioni del prelato che aveva ammonito: "Chi non acoglie non può dirsi cristiano?"

VITTORIO VENETO “Voglio sperare che quanto letto ne La Tribuna di Treviso pochi giorni fa sia frutto di una mia maldestra interpretazione… Mi riferisco alle parole pronunciate dal Vescovo di Vittorio Veneto, mons. Corrado Pizziolo in tema di immigrazione e di accoglienza. Accusare la nostra brava gente di indifferenza mi sembra francamente scorretto, significa non aver capito il cuore e le ragioni del nostro popolo. Perché vede, Eccellenza, gli italiani (e soprattutto i veneti) sono sempre state persone generose ed accoglienti. Ed oggi, probabilmente, la loro pazienza è quasi finita. Oggi, dopo esser stati picchiati in casa propria da un immigrato irregolare per poche decine di euro o dopo aver visto rincasare la propria figlia malmenata e violentata da un branco di richiedenti asilo, oppure dopo esser stati scaraventati a terra e bastonati da un clandestino per un orologio o poco meno, ecco, forse dopo aver dovuto subire tutto questo hanno perso la pazienza. Le mani, Vescovo, loro se le sporcano di duro lavoro, di fatiche nei capi, nelle aziende, nelle botteghe. Le mani se le sporcano in famiglia e nella loro comunità. Se le sporcano dando una mano al vicino di casa, all’anziano in un istituto o facendo del volontariato nel fine settimana e un pezzo di pane o un po’ di denaro, forse, preferiscono condividerli con il collega che ha perso il lavoro o con un famigliare che non riesce ad arrivare a fine mese. Per cui, non veniteci a dire che “Chi non accoglie non può dirsi cristiano”. Probabilmente, mons. Pizziolo, Lei dimentica che gli italiani sono persone perbene ed il vero cristiano è chi aiuta la propria brava gente in difficoltà. Chi parla di razzismo o di intolleranza preferisce far finta di non comprendere il duro lavoro che si sta facendo, soprattutto in Parlamento, per evitare tragedie e per combattere l’illegalità e la criminalità. Le vorrei ricordare, sua Eccellenza, che sono figlio di un lavoratore partito per il Belgio, morto di silicosi, e le assicuro che né lui né gli altri migranti si sarebbero mai permessi di commettere i reati che questi ospiti compiono qui in Italia. Per cui, da buon cristiano, rimando al mittente queste sue considerazioni. Ad ogni modo immagino anche che Lei queste rapine, questa delinquenza e tutta questa violenza non possa vederle da vicino, abituato com’è a vivere all’interno del suo Castello. Ad ogni modo le siamo grati, mons. Pizziolo, perché grazie alle sue dichiarazioni la Lega del Ministro Matteo Salvini supererà di gran lunga questo già strepitoso 30%”.

Gianantonio Da Re, segretario veneto della Lega

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