Zanoni: «Anziana positiva al Covid lasciata senza assistenza. Questa la sanità veneta?»

L’attacco è del consigliere del Partito Democratico: «È un episodio che evidenzia le fragilità di un sistema che si sbandiera ogni giorno come fiore all’occhiello a livello nazionale»

«Anziani in difficoltà lasciati senza assistenza: è questa l’eccellenza del sistema sociosanitario leghista?». L’attacco è del consigliere del Partito Democratico Andrea Zanoni, commentando il caso di una donna residente a Paese malata di depressione, risultata positiva al Covid e senza una struttura che potesse accoglierla per la quarantena, visto che anche i figli sono finiti in isolamento. 

«Grazie all’intervento del medico di base forse è stata trovata una soluzione, dopo innumerevoli problemi, per l’anziana, per i figli e per la comunità – continua Zanoni -. È comunque un episodio esemplificativo, che mette in evidenza le fragilità di un sistema che si sbandiera ogni giorno come fiore all’occhiello a livello nazionale. Un episodio non casuale, ma frutto dei tagli all’assistenza fatti dalle giunte di centrodestra che governano il Veneto da oltre vent’anni. Il sistema di welfare non può essere caricato sulle spalle delle famiglie, a maggior ragione se si tratta di una questione di salute pubblica». 

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«L’emergenza Covid - prosegue Zanoni - ha dimostrato l’importanza della sanità pubblica e dei presidi territoriali che come Partito Democratico abbiamo difeso in occasione della riforma sanitaria del 2016, evitando una deriva ‘lombarda’ che ha mostrato tutti i suoi limiti in occasione della pandemia. Invece, senza investimenti cospicui nel pubblico, chi potrà permetterselo sceglierà il privato che continua a crescere: nel 2018 i veneti hanno speso 3,2 miliardi di tasca propria per curarsi. Non possiamo permetterci ulteriori tagli all’assistenza domiciliare, la chiusura di reparti o di interi ospedali e liste di attesa infinite. Le nostre proposte per incrementare i fondi sono sempre state bocciate. Anche qua per una precisa scelta politica, le priorità infatti sono altre: per la Pedemontana Zaia e la Lega hanno trovato in un batter d’occhio ulteriori 300 milioni di euro da dare al concessionario inadempiente, spostando oltretutto il rischio di impresa dal privato alle casse regionali, per la viticoltura sono stati stanziati 580 milioni di euro in dieci anni. Il sistema sociosanitario pubblico meriterebbe altrettanta considerazione».

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