Emissioni industriali a Paese: «Gravissimo che Arpav non abbia potuto fare analisi»

Per il consigliere regionale Andrea Zanoni: «il sopralluogo risale all'8 ottobre, oltre sei mesi fa. Adesso è tutto fermo ma alla ripartenza tornerò all'attacco» promette

In foto la Cava Biasuzzi (Immagine d'archivio)

«È gravissimo che Arpav non abbia potuto effettuare i controlli analitici sui fumi dell’impianto di produzione asfalto di Cava Biasuzzi per l’impossibilità di accedere alla sezione del prelievo del camino che scarica i fumi in atmosfera».

Andrea Zanoni, consigliere del Partito Democratico, si esprime così sulla risposta ricevuta alla sua interrogazione, presentata a ottobre 2019, sul forte odore di catrame proveniente dall’impianto di produzione di asfalti della Biasuzzi di via Vecelli di Padernello di Paese (acquistata recentemente dal gruppo Grigolin) con cui sollecitava la Regione a verificare l’emissione di sostanze nocive. «Il sopralluogo risale all’8 ottobre, oltre sei mesi fa, adesso è tutto fermo per lo stop imposto dal Decreto della Presidenza del Consiglio, ma alla ripartenza tornerò all’attacco. Ho già chiesto si facciano nuove analisi, perché si tratta di emissioni potenzialmente pericolose per la salute e l’ambiente, questa tra l’altro è un’industria insalubre di prima classe. È sconcertante - prosegue il consigliere regionale del Pd - apprendere che l’Ulss 2 è ancora in attesa di conoscere i dati analitici per valutare se possano sussistere problemi di igiene e sanità pubblica e che Arpav l’8 ottobre ha effettuato il sopralluogo senza poter eseguire le analisi delle emissioni ‘in quanto la sezione di prelievo non risultava accessibile’,  inoltre Arpav ha scritto che  ‘sono state accertate alcune inottemperanze alle emissioni’.  Mi auguro che quanto prima vengano eseguite le nuove ulteriori verifiche e che la proprietà esegua i lavori di adeguamento richiesti dalla stessa Arpav dopo il sopralluogo andato quasi a vuoto».

Zanoni, sottolinea un altro aspetto su cui fare chiarezza: «Com’è possibile che la proprietà in questi anni abbia fatto fare le analisi in autocontrollo, previste dall’autorizzazione numero 397 rilasciata nel novembre 2015 dalla Provincia di Treviso, se il punto di prelievo del camino è inaccessibile? C’è qualcosa che non torna». Il consigliere Pd, infine, non risparmia critiche neanche all’operato dell’amministrazione comunale di Paese: «Perché il sindaco nella lettera, datata 16 gennaio 2020, di risposta al Comitato Petizione Cava Campagnole che chiedeva controlli e chiarimenti, non ha detto le cose come stanno? Perché non ha riportato le mancanze rilevate da Arpav durante il sopralluogo? Non può fingere di non sapere, poiché le erano state comunicate dalla stessa Agenzia ancora in data 28 novembre 2019. Perché tacere su una cosa tanto grave? Il comportamento del Comune è sicuramente da censurare: oltre a questa mancanza, infatti, l’Arpav ha scritto che l’amministrazione di Paese ha chiesto la verifica dell’impatto acustico, senza però indicare i punti dove rilevare il rumore, i cosiddetti ricettori e non ha mai richiesto il monitoraggio della qualità dell’aria come invece hanno fatto i Comuni di Istrana e Morgano».

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