Venerdì, 23 Luglio 2021
Politica

Zanoni (PD): «Il maxi polo logistico a Casale cancella 500mila metri quadri di campagna»

Il consigliere regionale trevigiano: «Si tratta di un altro schiaffo all’inutile legge sul consumo di suolo»

«Un altro schiaffo alla legge regionale sul consumo di suolo che va scongiurato. Davvero a Casale sul Sile, comune che si trova nella regione più cementificata d’Italia e dove ci sono ben 11mila capannoni vuoti è necessario cancellare 50 ettari di campagna, 500mila metri quadri, per far posto a un nuovo polo della logistica? Mi auguro che questo scempio venga fermato». L’auspicio è di Andrea Zanoni, consigliere del Partito Democratico che ha annunciato anche un’interrogazione per accertare se il progetto non sia in contrasto con la legge 14 del 2017. «È un sospetto fondato, poiché la Giunta comunale ha incaricato degli studi legali per capire come aggirare la normativa regionale. La superficie consumabile a Casale sul Sile da oggi al 2050 è pari a 87mila metri quadrati, questo intervento la supera di sei volte tanto: com’è possibile prevedere una deroga così abnorme? Tutta l’area al confine con Quarto d'Altino, conosciuta come ‘Parco tematico’, a ridosso del Passante, sembra avere un destino segnato, poiché è stata definita di interesse pubblico. Abbiamo più volte denunciato come la legge regionale avesse maglie troppo larghe, concedesse infinite deroghe tali da svuotare l’intero impianto normativo, ridotto a un contenitore di buone intenzioni. E questa vicenda rischia di essere l’ennesima conferma».

«Si continua a costruire, anziché recuperare e rigenerare - accusa Zanoni - I dati Ispra indicano Treviso al secondo posto in Veneto, dopo Padova, per incremento del consumo di suolo: nel 2018 sono stati utilizzati 7,5 metri quadrati di territorio per ogni ettaro, contro una media regionale di 5,0 e una nazionale di 1,60. La Marca è satura, basta fare un giro per vedere quanti sono i capannoni. Il sindaco e la Giunta dovrebbero saperlo, in caso contrario gli consiglio di studiare il rapporto Ispra da un lato e leggere l’enciclica di Papa Francesco Laudato Sii. Capirebbero quanto sono sbagliati interventi così impattanti, in una regione che più delle altre ha subito danni pesantissimi dai cambiamenti climatici.  Se gli amministratori di Casale sul Sile vogliono spendere dei denari pubblici in consulenze legali lo facciano pure, ma finalizzati a trovare il modo di tutelare quei 500.000 metri quadri che tra l’altro si trovano a poca distanza dal Parco naturale regionale del fiume Sile e non per condannarli al cemento. Occorre cambiare rotta, pensare e progettare uno sviluppo sostenibile per garantire un futuro al pianeta, come ci chiedono le migliaia di giovani che da quasi due anni scendono in piazza per difendere il nostro ambiente».

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