Zorzi: "Un Decalogo contro il grande inganno del centrodestra"

Il Partito Democratico della Provincia di Treviso fa sentire la propria voce e per bocca del segretario, Giovanni Zorzi, denuncia il “grande inganno” che la destra sta tendendo ai trevigiani

TREVISO “Conte - commenta Giovanni Zorzi, con un gioco di parole sui due omonimi alla ribalta in questi giorni - non va bene né a Roma né  tantomeno a Treviso. Non c’è indipendenza di pensiero, non c’è visione di città, non c’è sincera passione: entrambi sono espressione di decisioni prese altrove. Noi siamo al fianco di Giovanni Manildo e dei nostri candidati per il buon governo della città e per il vero cambiamento, quello portato avanti con coraggio in questi anni, e non possiamo non denunciare questo bluff, così come non possiamo non denunciare il grande inganno di Lega e destre che nascondono, dietro la facciata di forza di cambiamento,le responsabilità sulle condizioni in cui si trovava la città cinque anni fa: senza un’idea di futuro, senza alcun progetto di cura per i più deboli e fragili, senza l’orgoglio di essere una città dinamica e attrattiva”.

Conclude Zorzi: “Come PD dimostreremo in questi giorni che i trevigiani non credono agli inganni e che la Treviso aperta, inclusiva e plurale c'è ed è più forte che mai di fronte al pericolo di un ritorno al passato”. Ecco i 10 punti del volantino - denuncia del PD:

Il centrodestra sta ingannando tutti noi i trevigiani. Come?

  1. Decidendo per il futuro della nostra Città a Venezia e a Roma;
  2. Inserendo nelle proprie liste candidati che hanno già altri incarichiche non lascerebbero mai per occuparsi di Treviso, a cominciare dal governatore del Veneto;
  3. Inventando una “Lista Zaia” solo per un conteggio interno tra le loro correnti e fare un “congresso” dentro la Lega sulle spalle degli elettori trevigiani;
  4. Scegliendo un candidato sindaco che si faccia teleguidare dai suoi capi regionali e nazionali e non esprima alcuna idea per la Città;
  5. Proponendo per Treviso un cambiamento che nasconde i danni delle loro passate amministrazioni, dallo spopolamento del centro fino ai mancati investimenti sulle fognature;
  6. Non lottando contro le liste d’attesa infinite e la disorganizzazione della sanità regionale per non scomodare il manovratore;
  7. Riportando il clima di odio, paura e chiusura in Città sfruttandolo solo per prendere voti;
  8. Facendo scappare investitori e cittadini per tornare al gruppo dei “quattro amici al bar”;
  9. Disinteressandosi dello sviluppo del territorio e creando disastri come quello della Superstrada Pedemontana o il fallimento del progetto di metropolitana di superficie;
  10. Applicando il “Modello Appiani” in tutta la Città.

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