Al Ca’ Foncello un nuovo approccio chirurgico per le patologie oncologiche al colon

Il prof. Zanus: «Con un'unica e sola seduta operatoria è possibile asportare interamente la malattia tumorale e riconsegnare in tempi brevi il paziente al programma oncologico»

L'entrata del Ca' Foncello

Sono già quindici i pazienti affetti da tumore del colon, con metastasi epatiche, trattati presso la Quarta Chirurgia dell'Ospedale Ca' Foncello di Treviso in un unico tempo chirurgico, cioè nella stessa seduta operatoria, con approccio quando possibile totalmente o parzialmente mini-invasivo laparoscopico. «Grazie alla collaborazione con l’équipe di oncologia, diretta dal dr. Favaretto - spiega il prof. Giacomo Zanus - è stato selezionato un gruppo di pazienti, tutti affetti da tumore del colon-retto con concomitanti metastasi epatiche, trattabili in prima battuta con intervento chirurgico mirato alla rimozione del tumore del colon-retto e nel corso della stessa seduta anche delle lesioni localizzate al fegato. Con un'unica e sola seduta operatoria è stato possibile, in questi casi selezionati, asportare interamente la malattia tumorale e riconsegnare in tempi brevi il paziente al programma di trattamento oncologico adiuvante. A rendere possibile questo progetto, ambizioso sotto il profilo assistenziale, la professionalità del gruppo anestesiologico, diretto dal dr. Farnia, e il supporto operativo di un personale infermieristico altamente qualificato ed addestrato all'utilizzo delle nuove tecnologie».

«La collaborazione sempre più efficace con l'Università degli Studi di Padova e la disponibilità della tecnologia di ultimissima generazione, messa a disposizione dall’Ulss 2 - aggiunge Zanus - ha reso possibile l'esecuzione di interventi di grande complessità tecnica e assistenziale con approccio mini-invasivo laparoscopico parziale o totale. In particolare le tecniche resettive con l'applicazione degli ultrasuoni, la navigazione intraparenchimale ecoguidata, l'utilizzo delle tecniche di ablazione mediante il calore sviluppato dalle micro-onde pulsate, le nuove suturatrici meccaniche intestinali hanno consentito a tutti i pazienti di superare l'intervento e i primi 30 gg post-operatori senza significative complicazioni. L'applicazione, inoltre, del protocollo ERAS nella chirurgia epatica e del colon per il miglior recupero dopo intervento chirurgico e la tecnica di risparmio parenchimale nelle resezioni epatiche, finalizzata alla conservazione del maggior volume possibile di fegato, hanno consentito l'ottimizzazione dei tempi di recupero post-operatorio con dimissione ospedaliera precoce».

I vantaggi per i pazienti che presentano le caratteristiche idonee all'inserimento nel protocollo che prevede di intervenire, nella stessa seduta operatoria, sia sul colon che sul fegato, sono:

  • un unico ricovero con un unico intervento invece di due o più sedute operatorie con notevole riduzione dello stress chirurgico per il paziente
  • drastica diminuzione dei tempi di degenza grazie al dimezzamento dei ricoveri e riduzione del tasso di complicanze post-operatorie
  • anticipo dei tempi di attuazione del trattamento chemioterapico grazie alle minori complicanze e al più rapido recupero clinico

«Emblematico, nell’ambito di questo nuovo approccio chirurgico – conclude il prof. Zanus - l'ultimo caso trattato in Quarta Chirurgia di un paziente sottoposto a resezione ultrabassa di colon-retto associata, nell'ambito della stessa seduta, al trattamento resettivo e termoablativo di diciotto metastasi epatiche, con dimissione in nona giornata post-operatoria e precoce inizio del trattamento chemioterapico. La strada è tracciata e presenta potenzialità di sviluppo terapeutico enormi per i nostri pazienti oncologici soprattutto in previsione dell’apertura della Cittadella della Salute».

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