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Domenica, 14 Aprile 2024
Salute Sant'Antonino / Piazzale dell'Ospedale

Bullizzata a scuola per essere ingrassata: 16enne perde 30 chili in un anno

Nel 2022 il Centro disturbi alimentari dell'Ulss 2 ha effettuato 282 prime visite (nel 2021 erano state 162). L'anoressia nervosa rappresenta la maggioranza dei casi tra i pazienti in cura

Laura (nome di fantasia) ha 16 anni, frequenta la terza superiore e vive con genitori e fratelli. I suoi problemi alimentari sono iniziati con il lockdown quando, a causa della sospensione delle lezioni in presenza e dell'attività sportiva agonistica che praticava, inizia, per "noia e solitudine", a mangiare di più e aumenta di circa 10 chili in poco meno di un anno. Il rientro a scuola è contrassegnato da un episodio di bullismo che scatena l'inizio di una restrizione alimentare: in un anno Laura perde 30 chili. Le sue condizioni cliniche portano a una presa in carico a livello ospedaliero, dove viene alimentata con il sondino e presso il Centro diurno del servizio per i disturbi alimentari per facilitarne la riabilitazione e proseguire la presa in carico post ospedaliera. Nel giro di alcuni mesi Laura migliora in tutti gli ambiti: riprende a mangiare, aumenta di peso, riprende gradualmente l'attività scolastica. La sua storia è stata scelta dall'Ulss 2 per la Giornata del Fiocchetto Lilla, dedicata alla sensibilizzazione sul tema Disturbi dell’Alimentazione (DA) che comprendono Anoressia Nervosa, Bulimia Nervosa, Binge Eating Disorder, e nuove forme tra cui ad esempio Vigoressia e Ortoressia.

I dati

Laura è una delle ragazze seguite, nell’ultimo anno, dal Centro provinciale disturbi alimentari dell’Ulss 2: «La richiesta di aiuto per disturbi alimentari pervenuta al Centro si è mantenuta alta anche nel 2022 - spiega la dottoressa Francesca Fontana -. Il numero delle prime visite, 282, di cui 120 riguardanti under 18, resta in linea con i dati dell’impennata del 2020/21, relativa al periodo della pandemia e del post pandemia. Significativo l’incremento del numero dei maggiorenni seguiti per la prima volta nel 2022 (n. 162) rispetto al 2021 (n. 106). La maggior parte delle prime visite resta sempre rappresentata da femmine 92%, i maschi, 8% in lieve aumento rispetto al 6% del 2021. Anche nel 2022 è stato confermato l’abbassamento dell’età di esordio al di sotto dei 14 anni (11–12 anni). Stabile anche il dato dei ricoveri ospedalieri, con 36 pazienti ricoverati in pediatria, 18 in area medica e 15 in psichiatria, a conferma della gravità dei casi in trattamento, anche per quanto riguarda la sintomatologia associata. Il 60 % dei pazienti in carico al Centro è seguito per anoressia nervosa, il 20% circa per bulimia nervosa. Questa fotografia - prosegue Fontana - necessariamente ci porta a fare alcune considerazioni. Per prima cosa emerge come l’incremento cominciato già prima della pandemia ed esploso nel periodo pandemico e post-pandemico si stia stabilizzando, senza lo sperato calo post epidemico, a conferma di come persista il grave disagio dei giovani e la difficoltà per loro di riprendere il proprio processo di crescita e di individuazione. Si osserva tra i ragazzi un senso di spaesamento e di perdita dei punti di riferimento affettivi e relazionali, del senso di coesione sociale, degli aspetti rassicuranti nelle abitudini quotidiane nella vita di relazione, a scuola e in altri contesti di vita, che non sono stati ricreati. La persistenza del senso di smarrimento, di fronte anche a modelli identificatori contraddittori, l’insicurezza, la solitudine, la ricerca di identità, il bisogno di padronanza di sé, porta alcuni adolescenti e giovani adulti, a concentrarsi sul cibo e sul proprio corpo, che va controllato, manipolato, trasformato nel tentativo di ritrovare un senso di sé che possa dar sicurezza. I disturbi alimentari si presentano così, in linea con gli altri disturbi dell’adolescenza, tra cui ansia, depressione, ritiro sociale, dipendenze, espressione di un grave disagio e sono sempre più spesso presenti in associazione tra loro creando quadri sempre più complessi».

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La rete di supporto

Il Centro provinciale disturbi alimentari è costituito da una rete interdipartimentale di servizi composta dal dipartimento di salute mentale, coordinatore del centro stesso, dall’unità operativa infanzia adolescenza famiglia, dalla nutrizione clinica, dalla psicologia ospedaliera e dal privato sociale “Insieme si Può”. In questi anni il Cpd si è sempre adoperato per favorire l’accessibilità e la condivisione multiprofessionale per il trattamento dei ragazzi con DA in tutte le fasi del trattamento, dalla diagnosi ai percorsi di cura ambulatoriali, riabilitativi semiresidenziali e residenziali e ai ricoveri ospedalieri, con una particolare attenzione al coinvolgimento dei familiari. Nei vari livelli di trattamento vengono sempre inclusi i genitori, per favorire la ripresa del processo di crescita che il disturbo alimentare aveva bloccato. La loro disponibilità a cambiare insieme ai figli è una risorsa fondamentale. Un aiuto nel supporto ai familiari è dato dall’associazione “L’Abbraccio” che, in convenzione Ulss 2, collabora con il Cpd attraverso la costituzione di gruppi di sostegno per i genitori. L’associazione inoltre partecipa con volontari al lavoro del centro diurno Dca di Treviso e si occupa di informazione e promozione di attività sul tema dei disturbi alimentari.

Il commento

«In questo scenario - conclude la dottoressa Fontana - la progettualità del CPD potrà essere potenziata grazie al finanziamento biennale, previsto dalla Deliberazione della Giunta Regionale n. 905 del 26 luglio 2022, relativo alla presentazione del Piano di attività per il contrasto dei disturbi dell’Alimentazione e della Nutrizione che prevede l’attribuzione di 3 incarichi a psicologi già in essere e, a breve, a un educatore, a un dietista e a un altro psicologo. Questo potenziamento favorirà sia la fase di valutazione e cura che la gestione dei casi in sinergia con i reparti ospedalieri e il centro Dca nella fase di acuzie post ricovero». La collaborazione nella gestione dei pazienti è già iniziata con il reparto di pediatria nel quale, in rete con l’attività ospedaliera del servizio di nutrizione clinica, vi è la presenza di una psicologa e di una neuropsichiatra e nel territorio con la struttura infanzia adolescenza famiglia e consultori nel quale è attivo un collegamento con il centro diurno già a partire dalla fase di ricovero. 
Il Centro Dca dispone di attività riabilitative terapeutiche semiresidenziali per interventi specifici sul disturbo alimentare (pasto assistito, merende, psicoeducazione) ma anche per interventi psicologici, psichiatrici e familiari. Dispone, inoltre, della struttura Futuro Insieme, gestita in convenzione con la cooperativa Insieme si può, per trattamenti residenziali e diurni. Il Centro si coordina costantemente con il mondo scolastico attivando percorsi di scuola a distanza o frequenza personalizzata affinché gli utenti presi in carico possano continuare il loro percorso di formazione nei modi più opportuni.

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