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Assistenza post ricovero a Pieve di Soligo, Barbiero: “Sperimentazione peggiorativa"

Il segretario generale SPI CGIL: “Modulo inattuabile, inascoltate le esigenze del territorio provinciale”

PIEVE DI SOLIGO “Una sperimentazione inutile quanto dannosa perché peggiorativa della situazione e dei percorsi di continuità assistenziale già presenti in zona. Inoltre, tale modulo non recepisce una virgola del progetto condiviso tra Ulss 2 Marca Trevigiana e Organizzazioni Sindacali, evidenziando come la Regione Veneto sia indifferente alle istanze che provengono direttamente dal territorio”. Durissimo il commento di Paolino Barbiero, segretario generale SPI CGIL di Treviso, relativamente all’annuncio lanciato ieri dall’assessore al sociale Manuela Lanzarin di riservare 20 ipotetici posti letto nelle case di riposo per accogliere anziani o disabili dimessi dall’ospedale e stabilizzati.

“Un annuncio, fatto di elementi anche contraddittori, che non prospetta nulla di buono sul fronte dell’assistenza post ricovero ospedaliero e in risposta ai bisogni di salute della popolazione del distretto di Pieve di Soligo - attacca il segretario dei pensionati della CGIL di Treviso -; un annuncio fatto di parole che resteranno sulla carta perché questa sperimentazione è inapplicabile sul piano della realtà. Nasce da una totale mancanza di conoscenza della situazione del territorio, dei bisogni di chi lo abita e dell’impegno delle strutture sanitarie e assistenziali che lo presidiano”.

“Si richiamano i tanto annunciati ospedali di comunità quando sappiamo benissimo che ad oggi nulla è stato fatto, si stabilisce una quota sanitaria inferiore a quelle applicate e rimborsate alle case di riposo, si impone una retta alberghiera a tutte le strutture, si confonde il ricovero temporaneo ex art. 2, una modalità già presente e che include anche l’ospitalità di sollievo, con questa nuova forma di assistenza - elenca punto per punto Paolino Barbiero -. E poi, gravissimo, la Lanzarin non tiene minimamente in considerazione l’accordo siglato tra Ulss 2 e Sindacati, e presentato in Regione, che era già un progetto sperimentale, ma questo aderente alle esigenze del nostro territorio”. “Un boccone amaro - commenta Barbiero -, quasi che l’assessore, invece di accogliere con favore e mettere a sistema ciò che viene proposto dal territorio, tenuto conto dell’organizzazione delle strutture assistenziali e in risposta ai bisogni di salute dei cittadini, si sia sentita scavalcata e abbia scardinato la proposta, lasciandola così senza capo né coda”. “Ci auguriamo - conclude Barbiero - che prima di deliberare assessore e presidente regionale rivedano questo impianto ascoltando i soggetti che nel territorio operano negli interessi delle comunità locali”.

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