Fase 2, braccialetti obbligatori per visitatori e dipendenti negli ospedali

Avranno colori diversi e serviranno a identificare tutte le persone all'interno dei presidi ospedalieri dell'Ulss 2. San Camillo torna ospedale covid-free a partire dall'11 maggio

In foto un momento della conferenza stampa di mercoledì 6 maggio

Braccialetti di colori diversi per distinguere tra loro pazienti, visitatori e personale medico-sanitario creando percorsi diversificati e appositi per limitare il più possibile la diffusione del contagio durante la Fase 2. E' una delle principali novità annunciate mercoledì 6 maggio dal direttore dell'Ulss 2, Francesco Benazzi, in un nuovo punto stampa dedicato alla gestione della Fase 2 negli ospedali della Marca.

Il prolungarsi dell'emergenza sanitaria ha portato l'azienda a ripensare completamente l'organizzazione dei presidi ospedalieri trevigiani. Nei giorni scorsi c'erano state alcune polemiche da parte di cittadini che, volendo far visita ai propri cari in ospedale, sono stati fermati ai varchi d'ingresso e rimandati a casa perché gli era stata rilevata una temperatura corporea superiore a 37.5 gradi. «I controlli continueranno a essere rigorosi e intransigenti. Non possiamo permetterci nuovi contagi, soprattutto all'interno degli ospedali - ha commentato il direttore generale Benazzi - Il rischio di un nuovo focolaio esiste ed è concreto. Per questo abbiamo ridisegnato del tutto l'organizzazione dei nostri presidi e reso obbligatorie le prenotazioni per qualsiasi tipo di prestazione: sia sanitaria che amministrativa. I braccialetti serviranno a identificare le persone presenti all'interno degli ospedali: i visitatori avranno un colore specifico a cui saranno dedicati percorsi specifici da seguire una volta all'interno del presidio. Stessa cosa per pazienti e dipendenti ospedalieri. Ai varchi d'ingresso - continua Benazzi - sarà possibile richiedere guanti e mascherine che verranno fornite dal personale». L'invito ai cittadini, da parte del direttore Benazzi, è molto chiaro: bisogna andare in ospedale solo per ragioni di stretta necessità, limitando il più possibile le visite. Un'altra importante raccomandazione riguarda l'uso dei guanti: «Non basta indossarli per essere protetti - precisa Benazzi - bisogna anche igienizzarli con l'apposito gel per evitare che i batteri restino sulle mani». Nelle sale d'attesa, infine, la distanza tra una persona e l'altra dovrà essere di almeno un metro. «E' stata calcolata un'area di due metri quadrati di spazio personale per ogni paziente. Questo potrebbe portare a code e tempi d'attesa più lunghi del previsto - prosegue il direttore - Mi appello al buon senso dei cittadini: abbiate un po' più di pazienza e continuate a rispettare tutte le regole necessarie».

Il dottor Mantoan, presente alla conferenza, si è soffermato invece sui dati delle prestazioni ambulatoriali. «Tutte le visite che dal 21 febbraio al 3 maggio erano state posticipate verranno riprogrammate in questi giorni dall'Ulss 2. Anche in questo caso l'invito ai cittadini è di non intasare i centralini del Cup chiedendo nuove prenotazioni. Ci penserà l'Ulss 2 a comunicare le nuove date delle visite». Confrontando i dati del 4 maggio 2019 con quelli di quest'anno c'è stato un calo di 2462 visite in meno dovuto all'emergenza sanitaria ancora in corso. Dalle 19mila 665 visite dell'anno scorso si è passati alle 16mila 803 di quest'anno. «La ripartenza c'è stata - commenta Benazzi - ma siamo ancora in fase di rodaggio aspettando di poter tornare a pieno regime». Importanti novità per i Covid Hospital di Vittorio Veneto e del San Camillo. Quest'ultimo tornerà ad essere ospedale Covid free dall'11 maggio. A Vittorio Veneto invece il pronto soccorso riaprirà dal 12 maggio mentre lunedì 11 riprenderà l'attività chirurgica dell'ospedale. La terapia semintensiva dove poter assistere i pazienti Covid positivi rimasti sarà al sesto piano dell'ospedale vittoriese. In lieve calo il numero di nuovi nati: dai 449 dell'anno scorso si è passati a 420 negli ultimi mesi. Anche in questo caso l'appello del direttore Benazzi alle neo-mamme lascia pochi dubbi: «Le nostre sale parto di Treviso e Oderzo sono del tutto sicure. La speranza è che i nuovi nati possano tornare presto a crescere. Questa Fase 2 - conclude Benazzi - ha per il sistema sanitario degli elementi di difficoltà e complessità di gestione diversi ma altrettanto impegnativi rispetto al mese scorso (il pregresso sospeso che va a sommarsi al nuovo, aggiunto alle nuove più complesse e lente procedure nel rispetto delle misure di sicurezza...). L’Ulss 2 e gli operatori tutti stanno facendo il massimo per far fronte alla nuova grande mole di attività. A loro va il grazie di tutti noi, nella speranza che anche i cittadini continuino a rispettare tutte le norme come fatto finora».

Il video della conferenza stampa

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