Castelfranco anticipa Barcellona: al San Giacomo un nuovo braccio meccanico

Autorizzata in Europa da poche settimane, l'innovativa tecnologia è stata utilizzata dall'equipe del reparto di Urologia castellano, presieduto dal dottor Luca De Zorzi

CASTELFRANCO VENETO Il merito e la lunga tradizione medica dell'ospedale San Giacomo sono stati i due elementi chiave per portare a Castelfranco un braccio meccanico di ultimissima generazione con cui è stata effettuata con successo una prostatectomia radicale in un paziente trevigiano. Un intervento mai eseguito finora in Europa e che conferma l'ospedale trevigiano come una delle strutture d'eccellenza a livello internazionale. 

Come racconta il direttore generale dell’Ulss 2 Marca trevigiana, Francesco Benazzi: "Il merito va al direttore dell’Uoc di Urologia, Luca De Zorzi e al dottor Antonio Amodeo che sono riusciti addirittura ad anticipare l’ospedale di Barcellona dimostrando il valore di un presidio che è grande grazie alla professionalità dei suoi medici”. E’ andata proprio così: l’università del Michigan ha sviluppato un braccio meccanico che rende possibili delle procedure chirurgiche con precisione robotica: “Si tratta di uno strumento nuovo che trasmette i movimenti di braccio, polso e mano del chirurgo nei corrispondenti movimenti della punta dello strumento che interviene nel paziente – spiega il primario Luca De Zorzi – Sapevamo della sua esistenza e dopo una settimana dall'autorizzazione del suo utilizzo nell’Unione europea lo avevamo già a Castelfranco Veneto”.

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Nel 2017 i ricoveri nel reparto di Urologia a Castelfranco Veneto sono stati 1340 con 1200 interventi di cui più del 60% con tecniche mini invasive (endoscopia e laparoscopia). “La straordinarietà di questi interventi è data dai benefici che vivono i pazienti i quali subendo una minima invasione nell'intervento possono recuperare meglio e più velocemente – conclude Francesco Benazzi – L’ultimo e nuovo braccio meccanico utilizzato a Castelfranco ha inoltre la virtuosità di avere una precisione simile a quella di un robot con costi infinitamente più contenuti”.

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