Ex Caserma Serena, salgono a 244 i positivi al test del tampone

Stanno terminando le analisi del terzo giro di tamponi effettuato mercoledì 5 agosto nel centro accoglienza di Casier. 11 operatori e 233 migranti positivi. 18 tamponi da riprocessare

Tamponi all'ex caserma Serena

Si è conclusa questa sera, giovedì 6 agosto, la processazione del terzo round di tamponi effettuati su migranti e operatori dell’ex Caserma Serena. Complessivamente ieri erano state sottoposte a test 309 persone, delle quali 284 ospiti e 25 operatori. Sono risultati positivi 244 (di cui 11 operatori) mentre i negativi sono 47 (18  tamponi sono da riprocessare). Si tratta di 100 migranti in più risultati positivi nel giro di una sola settimana di quarantena. Il 31 luglio erano 133 i richiedenti asilo positivi ai tamponi, oggi 233.

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I risultati del nuovo screening non comporteranno alcuna modifica all’interno della struttura, dove tutti i migranti resteranno in quarantena. Tutti negativi sono risultati, invece, i contatti del bengalese ospite, a Roncade, degli alloggi gestiti dalla cooperativa di accoglienza Auryn: si tratta di 24 migranti e 2 operatori. Due positività sono invece emerse, ad ora, tra i contatti in ambito lavorativo dei migranti dell’ex Serena: complessivamente circa 130 le persone che sono state sottoposte a tampone. Sono ancora in corso le operazioni di effettuazione dei tamponi a operatori e ospiti della Rsa di Vedelago. Il sindaco di Treviso, Mario Conte, ha commentato la notizia con queste parole: «Penso che questi numeri parlino da soli. Preso atto che gli ospiti sono tutti insieme è necessario che, per la salute di tutti, da lì non esca nessuno fino a quando saranno tutti negativi. Anche all'interno della struttura devono essere rispettate le norme che i cittadini trevigiani osservano pedissequamente ogni giorno. Qui ci sono gravi responsabilità e altrettanto gravi silenzi del Governo. Oltre, ovviamente, ai danni incalcolabili per il territorio dei quali qualcuno dovrà rendere conto. Faremo di tutto per tutelare la salute della nostra comunità».

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