Frattura gravissima al bacino, salvato dai medici del Ca' Foncello

L'equipe del dottor Demitri, in collaborazione con il personale del reparto di Neurochirurgia, è intervenuta con un intervento di chirurgia pelvica maggiore mai eseguito finora

L'equipe che ha eseguito l'intervento

E' stata eseguita con successo dall’équipe di ortopedia dell'ospedale Ca’ Foncello, diretta dal dottor Silvio Demitri, la prima stabilizzazione pelvi-vertebrale in un caso di grave lesione traumatica del bacino.

Si trattava di un paziente che aveva riportato una grave frattura pelvica, con disgiunzione totale dell’emibacino sinistro staccatosi sia dalla colonna vertebrale sia dall’altra metà bacino. «Si tratta di un tipo di lesione molto grave – spiega il primario - potenzialmente mortale in acuto, con possibili lesioni neurologiche, e invalidante nel lungo termine». Grazie all'equipe della Neurochirurgia diretta dal professor Antonio Canova che ha messo a disposizione gli specialisti Roberto Zanatta e Jacopo del Verme, e all’équipe medica e infermieristica dell’ortopedia-traumatologia del Ca’ Foncello, è stata eseguita in contemporanea la stabilizzazione della metà del bacino fratturata alla colonna vertebrale e all’altra metà del bacino.

«In questo tipo di chirurgia - sottolinea il dottor Demitri - risulta fondamentale la collaborazione super-specialistica tra team di diversi dipartimenti. L’intervento di stabilizzazione della lesione, consentirà una più rapida riabilitazione, limitando le inabilità del paziente. L’Unità operativa diretta dal dottor Demitri si occupa sia di traumatologia e di esiti fratturativi sia di ortopedia: in questo periodo la traumatologia, attività per la quale l’ospedale Ca’ Foncello di Treviso è hub di riferimento a livello provinciale, rappresenta quasi il 90% dell’attività, mentre per la chirurgia programmata (artroprotesi, artroscopia etc) è prevista un’implementazione per far fronte a una domanda in costante crescita. Nei centri ortopedico-traumatologici di riferimento per la traumatologia maggiore (HUB - CTS), per la centralizzazione delle lesioni pelviche, la previsione di attività oscilla tra i 70/100 casi per anno comprendendo le fratture dell'anello pelvico e quelle che interessano l'articolazione dell'acetabolo - spiega Demitri - Questi numeri sono congrui per consentire l'addestramento di altri chirurghi ortopedici nella diagnosi e nel trattamento di questo particolare tipo di lesioni traumatiche, in modo da garantire un ulteriore servizio superspecialistico nella Marca. In questo periodo - conclude il primario - stiamo affrontando in primis gli interventi traumatologici il cui trattamento è stato differito nel periodo Covid, una volta alleggerita la pressione delle liste traumatologiche, spero a breve, verrà aumentata anche la disponibilità per interventi ortopedici elettivi sull'anca, ginocchio e spalla».

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