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Città della Speranza, premi di ricerca alle trevigiane Calderan e Mariotto

Due importanti riconoscimenti sono stati assegnati nelle scorse ore ad altrettante dottoresse trevigiane impegnate in importanti progetti di ricerca nel territorio regionale

TREVISO Cinque riconoscimenti ad altrettante ricercatrici per valorizzare l’elevata qualità delle loro presentazioni scientifiche e ricordare, al contempo, tre bambini portati via dalla malattia, ma dalla cui triste storia è cresciuta e diventata realtà la speranza nella ricerca. A mettere generosamente a disposizione i premi di ricerca sono state le famiglie di Franco Masello, Andrea Camporese e Stefania Fochesato, che, dal 1994 ad oggi, si sono avvicendati alla presidenza della Fondazione Città della Speranza. La cerimonia di consegna si è tenuta nella mattinata di martedì 8 maggio alla presenza della direttrice scientifica, la professoressa Antonella Viola, e del sindaco di Padova, Sergio Giordani.

I riconoscimenti sono stati assegnati alle migliori comunicazioni scritte e orali presentate in occasione del primo retreat scientifico organizzato dall’Istituto di Ricerca Pediatrica Città della Speranza a Preganziol il 6 e 7 aprile scorsi. L’iniziativa ha permesso a tutti i ricercatori di confrontarsi e scambiarsi idee sulle varie linee di ricerca che si stanno portando avanti in IRP. Ampio spazio è stato dato ai giovani e proprio loro hanno potuto concorrere ai premi in palio. Le commissioni giudicatrici hanno valutato la chiarezza espositiva dei loro elaborati, la capacità di rendere fruibile l’argomento anche ai non esperti del settore e la capacità di rispondere alle domande. Nel dettaglio, il premio “Elisa Camporese” è stato vinto dalla trevigiana Elena Mariotto impiegata nel laboratorio di Farmacologia Sperimentale, diretto dal professor Gian Pietro Viola e afferente all'unità di Oncoematologia. Il suo compito è quello di studiare l’effetto antiproliferativo di un nuovo composto di cui è stata dimostrata una potente attività antiproliferativa in diverse linee cellulari tumorali. La dottoressa Cristina Calderan si è invece aggiudicata il premio “Matteo Fochesato”. Impiegata nel laboratorio di Genetica clinica, diretto dal professor Leonardo Salviati, si occupa di identificare nuove mutazioni a carico del gene Acta2, associate ad alcune forme genetiche di aneurisma dell’aorta toracica. 

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