Cittadinanzattiva e Tribunale per i Diritti del Malato di Treviso: ecco il report sulla salute 2019

Il XXIII Rapporto nazionale sulla Salute di Cittadinanzattiva, individua come principali criticità l'accesso alle prestazioni e l'assistenza territoriale, anche a Treviso. Nel 2020 l'emergenza riguarda in particolare visite ed esami spostati a causa del Covid.

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di TrevisoToday

Nei dati italiani sul XXIII "Rapporto Salute 2019" di Cittadinanzattiva, ci sono anche le segnalazioni (oltre 300 raccolte nel 2019) del Tribunale per i Diritti del Malato di Treviso (TDM), che opera presso l'Ospedale Ca' Foncello di Treviso. Il documento contiene le lamentele e le opinioni dei malati che si presentano, in modo autonomo e spontaneo, agli sportelli di ascolto di Cittadinanzattiva, associazione di promozione sociale non profit, che si occupa dei diritti di relazione su tutto il territorio italiano; presente anche a Treviso con un proprio coordinamento provinciale. Il Rapporto sulla Salute 2019 di Cittadinanzattiva contiene 13.729 segnalazioni (in diminuzione per le difficoltà di accesso negli ultimi mesi del 2019).

Oltre a questi, ce ne sono altri 8.907 attinenti ai primi nove mesi del 2020, collegati alla pandemia Covid. I dati che emergono dalla rilevazione Intanto, c'è un giudizio buono sulla parte sanitaria del servizio, con punte di eccellenza, ottimo. Quindi c'è un giudizio buono sui medici, infermieri e gli altri operatori sanitari. Lo è anche per la parte del Rapporto collegato alle rilevazioni della pandemia. Invece, c'è una diffusa lamentela sulla parte organizzativa e operativa degli ospedali e dei servizi territoriali delle Ulss. I cittadini si lamentano, confermato anche nei questionari trevigiani, per le difficoltà di accesso alle prestazioni e all'assistenza territoriale (quest'ultima, intesa non solo come i medici di famiglia, per i quali a Treviso ci sono in generale dei giudizi positivi). Le difficoltà sono invece collegate ad una pessima e spesso inesistente informazione e disponibilità a fornirla.

Non c'è coordinamento tra le decisioni e le informazioni, oggi a Treviso acuite anche per la difficoltà di accesso con la chiusura per Covid dello sportello del Tribunale del Malato del Ca' Foncello. Aumenta pure la scortesia formale di alcuni operatori che lavorano in ospedale e nelle strutture dell'Ulss, compresi studi medici dove ci sono le segreterie. Insomma, il sistema Ulss sembrerebbe perdere peso, mentre in passato il ruolo centrale degli ospedali era rassicurante, oggi calante, perché le Ulss sono decisamente concentrate sul Covid, forse anche oltre misura. In questo quadro, ma lo si sapeva ed era già evidente, si soffre per il blocco delle prenotazioni. Sia perché le visite non sono programmabili e prevedibili, sia perché anche qui l'informazione è inesistente. Spesso l'interlocutore è una segreteria telefonica, con una voce metallica; in merito alle liste d'attesa si lamenta il 75% delle persone, sui ticket il 23,2%, mentre per l'accesso alle prestazioni e assistenza territoriale, la lamentela è pari al 40,3%.

"A Treviso abbiamo anche raccolto lamentele e indicazioni che la chiusura delle visite specialistiche pubbliche dirotta verso la sanità privata. Nella nostra realtà essa è molto debole, sia in qualità che in organizzazione. Questo a conferma, aspetto più volte detto e scritto, che la sanità privata può essere di integrazione a quella pubblica. Ma se non funziona il sistema sanitario pubblico territoriale, anche la sanità complementare privata ne risente in qualità ed organizzazione". Per le difficoltà dell'Ulss 2 Marca Trevigiana, specie sulla comunicazione e gestione dell'accesso alle prestazioni, Cittadinanzattiva Treviso precisa: "Abbiamo già avuto modo di proporre l'incremento della nostra collaborazione, gratuita, sia nei confronti delle persone interessate che verso l'amministrazione ospedaliera. Avremmo voluto aumentare la qualità e quantità della comunicazione ufficiale a scapito, forse, delle fake news o dei 'si dice' (che, ahimè, sono in grande diffusione ed espansione). Ma la nostra proposta non è stata accettata, in quanto - con l'ultimo aumento nella diffusione del Covid -, siamo stati inibiti ad organizzare il nostro lavoro, attraverso i volontari del Tribunale dei Malati, all'interno del Ca' Foncello".

Cittadinanzattiva Treviso ha espresso la sua opinione e dissenso in materia. "Perché, pur nel rispetto del ruolo dell'Ulss, pensiamo sia sbagliato adeguarsi alle direttive regionali senza sentire il bisogno di ascoltare le associazioni organizzate per la tutela dei diritti delle persone, che comporterebbe fra l'altro il rispetto della Costituzione Italiana (articoli 32 e 118, ultimo comma). Sul piano pratico, il nostro contributo all'ascolto sarebbe stato utile, sia nel contenuto che per i costi, nel fornire informazioni più precise e adeguate ai cittadini. Noi comunque ci siamo organizzati e il contatto si può cercare tramite email cittadinanzattiva@libero.it oppure telefono 375.6059800. Nonostante ciò, con molta franchezza dobbiamo dire che il contatto diretto allo sportello dei Diritti del Malato, con tutte le precauzioni del caso, avrebbe di sicuro facilitato la comprensione di cosa effettivamente serve alla persone interessate, fornendo risposte adeguate".

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