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Foto d'archivio

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A Treviso il congresso dei chirurghi ospedalieri italiani

Si svolgerà venerdì 14 dicembre a Treviso con 155 chirurghi da tutto il Triveneto e si focalizzerà sugli interventi di laparoscopia alla parete addominale. Un'eccellenza veneta

Ogni biennio in Italia Acoi, l’associazione più importante che riunisce i chirurghi ospedalieri italiani, organizza un importante appuntamento su tematiche specifiche e di interesse generale.

Quest’anno si svolgerà a Treviso, venerdì 14 dicembre, presso l’Auditorium di palazzo Bomben. Le aspettative non mancano visto che le iscrizioni hanno raggiunto una quota davvero alta con 155 chirurghi che hanno voluto prenotare la loro presenza. A presiedere il congresso sul tema “Chirurgia di parete: prevenzione e gestione delle complicanze” è di fatto la chirurgia del Distretto Asolo dell’Ulss 2 Marca trevigiana nelle persone di Maurizio De Luca, direttore delle unità operative complesse di chirurgia generale degli ospedali di Montebelluna e Castelfranco ed Alberto Sartori, dirigente medico delle suddette unità operative complesse di chirurgia generale. Il presidente onorario è Gabriele Munegato. È un congresso voluto e coordinato dalla direzione Acoi con il patrocinio della Società Italiana di chirurgia dell’ernia e della parete addominale e di Sice, la società italiana di chirurgia endoscopica e nuove tecnologie.

«La patologia della parete addominale può essere talvolta molto invalidante in termini di dolore, attività motoria e stati occlusivi. Costituisce una sfida continua e molto impegnativa per il nostro sistema sanitario nazionale – sottolinea Francesco Benazzi, direttore generale dell’Ulss 2 Marca trevigiana – Non possiamo non esprimere la nostra soddisfazione per questo congresso che si svolge nel capoluogo della Marca. Complimenti agli organizzatori ed ai nostri medici che con tanta passione e forza di volontà diventano promotori di occasioni di crescita per tutta l’Ulss». In alcune aree del mondo fino al 43% della popolazione soffre di chirurgia di parete addominale: «Vengono praticati al mondo circa 20 milioni di interventi l’anno, mentre in Italia solo il 15% della popolazione viene operata con approccio laparoscopico – spiega Maurizio De Luca - Gli ospedali di Montebelluna e di Castelfranco praticano da numerosi anni interventi per patologia della parete addominale per via laparoscopica e costituiscono sede di numerosi corsi che vengono effettuati per chirurghi che vogliono imparare a trattare per via laparoscopica la patologia della parete addominale». Il congresso vede impegnati molti chirurghi del Triveneto con relatori provenienti da numerose parti di Italia e costituirà un momento di riflessione su quello che è stato fatto e nel contempo di apprendimento relativo alle recentissime innovazioni tecnologiche e strategiche per tali patologie.

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