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Lunedì, 29 Novembre 2021
Salute Castelfranco Veneto

Demenza senile: se ne parla al Centro anziani Sartor

Venerdì 30 novembre la presentazione dei risultati della sperimentazione del protocollo “Cognitive Stimulation Therapy” sul trattamento della demenza senile in struttura

“Cognitive Stimulation Therapy: un protocollo per le fasi lievi e  moderate di declino cognitivo”. E' questo il titolo del convegno in programma venerdì 30 novembre al Centro Polifunzionale ATTIVAmente del Centro Sartor di Castelfranco Veneto.

Il convegno si inserisce in un più ampio percorso di sperimentazione e innovazione iniziato dal Sartor che dall’aprile 2018 ha avviato un progetto pilota di stimolazione delle funzioni cognitive attraverso il protocollo Cognitive Stimulation Therapy che migliora cognizione, linguaggio, senso di solitudine percepita e qualità della vita delle persone con demenza lieve-moderata. Il progetto è reso possibile dalla collaborazione del dottor Vito Toso e dalla borsa di studio intitolata a “Roberto De Monte”, erogata dalla Fondazione per la ricerca cardiovascolare e delle malattie neurodegenerative, che ha permesso di affidare l’incarico a due psicologhe formate ed esperte in materia, sotto la supervisione del Servizio psicologico del Sartor con la dottoressa Giovanna Cipriani. Nel progetto sono stati coinvolti 18 ospiti del Centro Anziani Sartor e del centro diurno ATTIVAmente. I partecipanti sono stati divisi in tre gruppi, ciascuno composto da 6 persone, omogenee per età, scolarità e livello di compromissione cognitiva. Il gruppo sperimentale, costituito dagli anziani del Centro ATTIVAmente, è stato inserito in un ciclo di 14 incontri di 45 minuti, con cadenza bisettimanale, secondo il protocollo CST, mentre il gruppo di controllo attivo è stato coinvolto in un percorso, speculare per numero, durata e frequenza degli incontri, ma basato su tecniche di stimolazione cognitiva tradizionale. Il gruppo di controllo passivo non ha ricevuto alcun tipo di stimolazione specifica al di fuori dell’assistenza normalmente fornita dal personale a tutti gli ospiti del Centro. I test di valutazione sono stati effettuati a inizio progetto, dopo due settimane e dopo tre mesi. Il protocollo CST si dimostra, a oggi, la terapia non farmacologica con più evidenze di efficacia clinica, tanto da essere stata raccomandata dal National Institute for Healt and Clinical Excellence. Durante il convegno del 30 novembre saranno dunque esposti i risultati del progetto ai Centri sollievo e alle strutture socio-sanitarie del territorio, anche al fine di favorire la formazione di altri professionisti e la diffusione del protocollo CST. Tra i relatori saranno presenti anche la dottoressa Verzari dell’Università di Padova e il dottor Gabelli del Centro regionale invecchiamento cerebrale.

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