Salute

Coronavirus: consentiti gli spostamenti ai donatori di sangue

Il presidente di Avis regionale Veneto, Giorgio Brunello, torna a ricordare che si deve continuare a donare sangue e plasma  in tutta la regione, in questo periodo più che mai

«Siamo molto preoccupati del calo di donazioni in Veneto e in tutta Italia, della paura dei donatori ad andare a donare, delle false notizie che girano, del fatto che si parli troppo poco della  raccolta sangue. I donatori di sangue possono muoversi da casa per andare a donare con autocertificazione perché le attività di donazione del sangue sono livelli essenziali di assistenza sanitaria».

Il presidente di Avis regionale Veneto, Giorgio Brunello, torna a ricordare che si deve continuare a donare sangue e plasma  in tutta la regione, in questo periodo più che mai. «Ogni giorno c’è chi ne ha bisogno per  curarsi e vivere, non dimentichiamolo - precisa – se manca, va in crisi tutta la sanità». La circolare del Ministero della Sanità, inviata in data 10 marzo 2020 a tutti gli assessorati alla sanità regionali, ai responsabili delle strutture regionali di coordinamento delle attività trasfusionali, oltre che al Centro nazionale sangue e alle associazioni di volontariato dei donatori Avis, parla chiaro. «La donazione del sangue e degli emocomponenti può essere considerata inclusa tra le "situazioni di necessità" e di conseguenza possano ritenersi consentiti gli spostamenti dei donatori che si recano presso le sedi di raccolta pubbliche e associative. Va quindi  utilizzata l’autocertificazione con indicato situazioni di necessità. Inoltre si rappresenta, analogamente, la necessità di consentire gli spostamenti del personale associativo operante sul territorio nazionale presso le unità di raccolta associative fisse e mobili».

Ricordiamo che chi va a donare entra in un ambiente protetto: l’autodiagnosi prima, i controlli all’ingresso, i controlli sanitari e la visita medica sono una garanzia per la salute dei donatori. I Centri trasfusionali e i centri di raccolta associativi, già sottoposti a rigorosi controlli per il loro ruolo, applicano anche i protocolli di prevenzione emanati dal Ministero-Centro nazionale sangue (Cns) e dal Centro regionale attività trasfusionali (Crat), continuamente aggiornati. Una serie di azioni, dal ‘triage’ fatto nei centri di raccolta con la misura della temperatura, alla diffusione delle informazioni sulle pratiche di prevenzione, minimizza anche il rischio residuo. 

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