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«Non c'è solo il Coronavirus, in Veneto serve una task force contro lo smog»

Andrea Zanoni, consigliere regionale del Partito Democratico, torna sul tema degli alti livelli di smog registrati in Veneto dall'inizio dell'anno e chiede maggior impegno alla Regione

«Bene la task force per il Coronavirus, chiediamo però a Zaia un analogo impegno contro lo smog, visto i malati e i morti causati dalle Pm10». Andrea Zanoni, consigliere del Partito Democratico, commenta così la decisione della Giunta di attivare un’Unità di crisi. «Perché interviene soltanto dove la Regione non ha ‘colpe’ dirette, scappando invece dalle proprie responsabilità?» attacca il vicepresidente della commissione Ambiente dati alla mano.

«Il Piano aria si è rivelato totalmente inefficace, il Piano energia è dannoso visto che punta tutto sulle biomasse, che secondo i dati Arpav causano il 67% delle Pm10. Sarebbe davvero necessaria una task force ‘anti smog’ per tutelare la salute dei veneti. Il Veneto ha il record di sforamenti delle polveri sottili a livello nazionale, che ogni anno causano in Italia 58.600 morti premature (concentrate in particolare in Pianura Padana), secondo il Rapporto dell’Agenzia europea per l’ambiente, ben più del coronavirus. Treviso risulta più inquinata di Pechino ma questo non sembra preoccupare Zaia che si divertiva ad accendere Panevin per l’Epifania. Pensiamo poi all’inefficacia per il Veneto dell’accordo del Bacino Padano per l’adozione congiunta di misure di risanamento per migliorare la qualità dell’aria: manca una regia unica regionale, gli interventi prioritari riguardano solo i Comuni con oltre 30mila abitanti, come se lo smog si fermasse di fronte ai centri abitati più piccoli. Le ordinanze a macchia di leopardo, del tutto scoordinate, sono controproducenti: può accadere, percorrendo la stessa strada di dover rispettare restrizioni diverse a seconda del territorio comunale attraversato. Questi sono fatti - sottolinea il consigliere del Pd - Zaia come presidente di Regione dovrebbe risponderne: il Coronavirus non è né l’unica, né tanto meno la principale emergenza sanitaria del Veneto».

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