Covid nella Marca, aumentano i morti: +26 rispetto a venerdì

Dati alla mano, l'incidenza di positivi per tampone sta comunque scendendo e per questo Zaia ha annunciato la reiterazione dell'ordinanza in scadenza domenica

«Non chiedetemi cosa faremo a Natale. Vorrei che si potessero fare i pranzi in famiglia ma c'è bisogno dell'aiuto di tutti». Sono le parole del Governatore del Veneto Luca Zaia, intervenuto sabato mattina dalla sede regionale della Protezione civile del Veneto. Il numero dei contagi da Covid-19 in Veneto (da inizio pandemia), aggiornato ad oggi, è infatti di 119.726, + 2.197 rispetto a venerdì. «L'incidenza dei positivi, su tampone, sta scendendo almeno del 30%» spiega comunque Zaia. Le persone in isolamento sono 39.157, mentre i ricoverati Covid sono 2.321 (+27). Inoltre, le Terapie intensive toccano quota 291 (+5) e sale il numero dei decessi che sono ora 3.190 da inizio pandemia, +67 rispetto a venerdì. Infine, gli isolati sono 39.157, di cui 24.519 positivi.

Guardando invece alla sola Marca trevigiana, ad oggi si contano 12.777 positivi (23.649 da inizio pandemia). Salgono poi a 498 i deceduti (+26 su venerdì), mentre 10.374 sono i negativizzati. Per quanto riguarda le terapie intensive, al Ca' Foncello risultano 16 pazienti in area critica, a Conegliano 3, a Vittorio Veneto 8 e a Montebelluna 6.

«Noi siamo ancora in area gialla - continua Zaia - però io ho una grande preoccupazione perchè il sistema sanitario tiene ma dobbiamo essere tutti ligi altrimenti per colpa di qualcuno rischiamo che la situazione degeneri». Proprio per questo il Presidente del Veneto ha annunciato la reiterazione dell'ordinanza in scadenza domenica, provvedimento che mira ad arginare il problema contagio legato agli assembramenti.

«Vietato abbassare la guardia»

«Non dobbiamo abbassare la guardia, - ha spiegato - il virus esiste e non è una fantasia. Dal punto di vista comportamentale dobbiamo guardare a questo giallo come fosse un rosso fuoco, perché non dobbiamo avere assolutamente cali di tensione: il Covid circola e gli ospedali sono sotto pressione».

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