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Domenica, 25 Settembre 2022
Salute

A Treviso il progetto Iesa: le famiglie accolgono persone con disturbi psichici

Il servizio è attivo dal 2002 nella Marca: quest'anno sono cinque le famiglie attualmente attive e altre otto quelle che presto inizieranno l'accoglienza di una persona con disagio mentale in casa loro

Tra i diversi progetti che l’Ulss 2 ha sviluppato in ambito sociale ce n’è uno che vede una gestione del tutto innovativa dell’accoglienza di persone con disturbi psichiatrici: si tratta del progetto di Inserimento eterofamiliare supportato per adulti (Iesa). L'iniziativa rappresenta una modalità alternativa ai tradizionali percorsi terapeutici riabilitativi e consiste nell’accoglienza temporanea della persona con disagio mentale da parte di una famiglia volontaria diversa da quella d’origine, che svolge la funzione di mediatore affettivo. L’ospite partecipa, secondo le proprie possibilità, alla vita quotidiana della famiglia, dalla quale è supportato e stimolato nella cura di sé e nella gestione della propria vita socioaffettiva e lavorativa.

Il progetto, attivo dal 2002, è rivolto ai pazienti in carico ai servizi territoriali del Dipartimento di Salute mentale dell’azienda sanitaria e coinvolge famiglie opportunamente selezionate e formate per supportare il percorso di inserimento familiare e sociale dell’ospite, in collaborazione con il servizio pubblico. Le famiglie interessate possono candidarsi spontaneamente al progetto che non contempla una retta a carico dei pazienti o familiari, bensì prevede un rimborso alle famiglie accoglienti che copre il mantenimento della persona accolta e le spese vive fino a 1.200 euro mensili. Coloro che aderiscono all’iniziativa ricevono una formazione specifica da parte di un’équipe di psicologi e psichiatri che garantisce loro gli strumenti utili per sostenere l’ospite nell’intero periodo di accoglienza. L'ultimo percorso formativo si è concluso a maggio, assicurando una preparazione completa a otto nuove famiglie che presto inizieranno l’esperienza di accoglienza. Il percorso riabilitativo offerto dallo Iesa mira a ottenere uno sviluppo delle capacità personali dell’ospite affetto da disturbi psichiatrici consentendo un accesso attivo ai diritti di cittadinanza, accrescendo le opportunità e le responsabilità della persona. Scegliere di fare ricorso a una famiglia diversa da quella d’origine anziché a una struttura del territorio consente di poter inserire una persona con disagio mentale in un contesto di “normalità” e non di sofferenza diffusa, attivando una rete sociale di solidarietà in cui la dimensione sanitaria passa in secondo piano. In autunno saranno riattivati gruppi di sostegno per le famiglie e per i pazienti che partecipano all’iniziativa per far sì che possano avere un confronto sulle diverse esperienze vissute e condividere le difficoltà incontrate, trovando supporto e aiuto reciproco. Il progetto Iesa verrà inoltre presentato nei piani di zona per promuoverlo e favorire così il reclutamento di nuove famiglie disponibili all’accoglienza. Nell'ultimo triennio i pazienti seguiti e inseriti nelle famiglie accoglienti sono stati 16. Le segnalazioni ricevute dai Servizi territoriali di pazienti candidabili al progetto sono state 22 ed il numero delle famiglie formate e coinvolte negli ultimi quattro anni sono state 9 di cui, ad oggi, 5 in accoglienza attiva. Gli psicologi referenti del progetto sono: Marco Possagnolo (marco.possagnolo@aulss2.veneto.it) e Elena Franchi (elena.franchi@aulss2.veneto.it).

Le famiglie interessate ad aderire al progetto possono contattare direttamente i referenti dell’iniziativa: Lisa Loschi, assistente sociale in staff al Dipartimento di salute mentale: lisa.loschi@aulss2.veneto.it.Segreteria Csm Oderzo: tel. 0422 715688 (chiedere della dottoressa Loschi e lasciare un recapito telefonico per essere richiamati).

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