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Emergenza medici nella Marca: «Con Quota 100 le cose andranno ancora peggio»

L'allarme lanciato dal consigliere Andrea Zanoni. Al momento in provincia di Treviso mancano 118 medici ma con i pensionamenti anticipati il numero potrebbe salire a quota 142

«I medici non si trovano e la situazione si aggraverà nei prossimi mesi. Ma non è un’emergenza improvvisa e le responsabilità sono sia del Governo che della Regione. Zaia non si può autoassolvere. Nel Piano sociosanitario mancano adeguate risposte, seppur non risolutive».

Andrea Zanoni, consigliere del Partito Democratico interviene sulla carenza di ‘camici bianchi’ denunciata nei giorni scorsi dai direttori generali delle Ulss. In particolare negli ospedali trevigiani ne mancano oggi 118, ma la cifra è destinata ad aumentare. «Quota 100 rischia di provocare un vero e proprio terremoto, sarebbero 142 i medici con i requisiti per andare in pensione anticipatamente - commenta Zanoni - È inquietante questo sdoppiamento di Zaia, versione Doctor Jekyll e mister Hyde, che da un lato propone di allungare l’età pensionabile per i professionisti, dall’altro però accetta sull’attenti tutte le decisioni del Governo. Non solo Quota 100, ma anche il taglio dei Fondi sanitari per il 2019 e il mancato sblocco del tetto di spesa per il personale. Per non parlare del Reddito di cittadinanza: con una parte minima di quelle risorse si poteva fare un piano di assunzioni e rinnovare il contratto, fermo da dieci anni. Pensare che i problemi si possano risolvere con l’autonomia - insiste Zanoni - è l’ennesima favola. Anche perché la Regione ha responsabilità precise. Sempre più medici ‘scappano’ dal pubblico per passare al privato, per i turni massacranti e non solo, aumentano i professionisti che non vogliono lavorare nelle strutture periferiche. Tutta colpa della mancata autonomia? Nel Pssr potevamo dare alcune risposte, come Partito Democratico avevamo chiesto un Piano straordinario di assunzioni che è stato bocciato senza motivazioni convincenti. E così, come già successo per altre leggi, sarà l’ennesimo provvedimento ‘delle buone intenzioni’, con tanti obiettivi che rimarranno solo sulla carta».

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