Mercoledì, 17 Luglio 2024
Salute Sant'Antonino / Piazzale dell'Ospedale

Giornata mondiale senza tabacco: «Nella Marca il fumo causa il 30% delle morti premature»

Mercoledì 31 maggio la 36esima edizione dell'iniziativa per sensibilizzare la popolazione sugli effetti nocivi del fumo. A Treviso e provincia fuma il 23% della popolazione adulta: circa 135mila fumatori che ogni giorno bruciano più di 1 milione e 200mila sigarette

Mercoledì 31 maggio ricorre la 36esima edizione della Giornata mondiale senza tabacco: lo slogan proposto quest'anno dall'Organizzazione Mondiale della Sanità è: "Grow food, not tobacco" (coltiva cibo, non tabacco) a sottolineare il danno all'ambiente e alla salute che provoca la coltivazione del tabacco al posto di altre colture. Molti Paesi a basso e medio reddito utilizzano, infatti, vaste aree di terra fertile per coltivare tabacco piuttosto che cibo sano, nonostante circa 350 milioni dei loro abitanti vivano una situazione di acuta insicurezza alimentare, tanto che in molti casi la valuta estera guadagnata dalle esportazioni di tabacco viene utilizzata per importare cibo. Anche se il tema della giornata di quest'anno può sembrare non toccare da vicino i Paesi come il nostro, rimane sempre da ribadire quanto dannoso sia per la salute il consumo di tabacco.

I dati nella Marca

In provincia di Treviso il fumo è responsabile di quasi il 30% delle morti premature (prima degli 80 anni) pari a circa 416 decessi l’anno, in gran parte tra gli uomini (350 a fronte di 66 donne), circa metà per tumore al polmone. Nonostante si conoscano bene questi effetti nocivi, la percentuale di fumatori nella popolazione adulta non diminuisce e, come rileva la sorveglianza "Passi", da ormai da parecchi anni è attorno al 23% (29% tra gli uomini, 17% tra le donne): circa 135mila fumatori che ogni giorno bruciano più di 1 milione e 200mila sigarette. Come spesso succede con le abitudini di vita più rischiose per la salute, anche il fumo è più diffuso tra chi ha un reddito e un titolo di studio più basso, inoltre spesso si accompagna a un consumo elevato di alcol. Circa metà dei fumatori tenta di smettere di fumare, quasi sempre senza alcun supporto, riuscendovi anche per un breve periodo, ma a smettere definitivamente ce la fa solo 1 su 5 di quelli che provano. Qualche nota positiva: il divieto di fumo nei luoghi di lavoro è praticamente sempre rispettato e in casa sono pochissimi quelli che ancora fumano.

Tra le persone con più di 65 anni (dati della sorveglianza Passi d'Argento) la percentuale di fumatori scende al 7%. Tra questi non si vedono le differenze di sesso e caratteristiche sociali che si vedono tra gli adulti più giovani. Nei ragazzi tra gli 11 e i 17 anni, il 24% ha fumato almeno una volta nella vita (dati della sorveglianza HBSC (Health Behaviour in School-aged Children 2022 riferiti all’Ulss 2); questa percentuale sale a più del 50% tra i 17enni ed è maggiore tra le ragazze (25% contro il 22% dei ragazzi). Il 15% ha fumato nell'ultimo mese ma solo il 4% fuma tutti o quasi tutti i giorni. In questa fascia di popolazione è significativo l'utilizzo delle sigarette elettroniche: i dati relativi ai 13-15enni a livello nazionale (indagine Global Youth Tobacco Survey - GYTS) mostrano che se nel 2010 tutti fumavano solo sigarette di tabacco e in questa fascia di età il 21% aveva fumato nell'ultimo mese, ora questa percentuale sale al 25%, ma solo il 2% fa uso di sole sigarette di tabacco. Questi sono dati italiani, ma i dati veneti non si scostano molto: circa il 3% fa uso solo di sigarette di tabacco a fronte di una percentuale di fumatori del 27,3%. Un dato preoccupante, tanto da far pensare di dover spostare l'attenzione dal fumo di tabacco in sé alla dipendenza da nicotina.

Il commento

Sul fatto che fumare faccia male alla salute, sono tutti d’accordo, anche i fumatori, ma il “vizio” esiste ancora anche in Veneto, dove due adulti su dieci fumano e sette adolescenti su cento hanno dichiarato di fumare. Si parte da qui, nella nostra regione, per una riflessione attiva su come abbassare ulteriormente questa quota, rivolgendosi principalmente ai giovani, in occasione della Giornata Mondiale Senza tabacco, accompagnata dallo slogan “Abbiamo bisogno di cibo, non di tabacco”. «Sono dati in flessione - conclude l'assessore regionale alla Sanità, Manuela Lanzarin -  ma questo non ci induce ad abbassare la guardia. La lotta contro il tabagismo è nella agenda della Regione del Veneto, che con la campagna di comunicazione “Vivo Bene Veneto” sta promuovendo i corretti stili di vita. Tanto più che negli ultimi anni è cresciuto l’utilizzo di altri prodotti, come ad esempio le sigarette elettroniche, molto usate dalle donne e dai giovani nella convinzione che non rappresentino un rischio per la salute. La buona notizia – riflette la Lanzarin -  è che tutti questi fattori sono modificabili, la giornata sarà occasione importante per riflettere sull’importanza del prendersi cura di sé stessi, incominciando con piccoli gesti significativi, modificando alcuni comportamenti quotidiani. Tale processo è finalizzato a promuovere nei cittadini un loro coinvolgimento attivo, fin da piccoli, nell’ambito della salute, affinché ognuno possa imparare a diventare responsabile del proprio benessere con una ricaduta anche nel benessere dell’intera comunità. Per questo diventa importante l’ambito scolastico, in quanto contesto di vita che incrocia moltissimi bambini e ragazzi che diventeranno gli adulti di domani».

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Giornata mondiale senza tabacco: «Nella Marca il fumo causa il 30% delle morti premature»
TrevisoToday è in caricamento