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Salute

Vaccino AstraZeneca, Benazzi: «Abbiamo il 30% di defezioni, c'è ancora paura»

Il Direttore Generale dell'Ulss 2: «Non c'è nessun allarmismo, il vaccino è sicuro. Inoltre, nessuno si deve preoccupare per la seconda dose, le scorte ci sono»

«Nel nostro territorio della Marca trevigiana abbiamo il 30% giornaliero di defezioni in riferimento al vaccino AstraZeneca, questo perché nella popolazione c'è ancora una paura infondata di effetti collaterali gravi post vaccinazione». A dirlo, durante l'odierna conferenza stampa con i giornalisti, è il Direttore Generale dell'Ulss 2, Francesco Benazzi, preoccupato che questa situazione possa continuare anche nelle prossime settimane. «Non c'è nessun allarmismo, il vaccino è sicuro - continua Benazzi - Inoltre, nessuno si deve preoccupare per l'inoculazione della seconda dose, le scorte ci sono, e chiedo a tutti di non accalcarsi fuori dai centri vaccinali, magari alla sera, per chiedere le dosi avanzate. Tutti verrete chiamati, bisogna avere un po' di pazienza. Si tenga comunque conto che già più di 40mila over 80 hanno ricevuto la prima dose di vaccino, anche se al momento ci preoccupano i circa 9mila ancora mancanti all'appello. Nella maggior parte dei casi non si tratta di persone che hanno rifiutato la chiamata, ma piuttosto di coloro che, per un motivo od un altro, non hanno visionato il sms di convocazione. Adesso, pur di raggiungerli nuovamente, vista la delicatezza della loro coorte d'età, abbiamo chiesto anche aiuto ai sindaci affinché si mettano in prima persona in contatto con i loro cittadini "ritardatari", assicurandoci altresì che gli stessi Comuni si prendano carico del trasporto allla vaccinazione per tutti quegli anziani o non autosufficienti che non possono recarsi in autonomia ai punti vaccinali».

Anche per questo motivo, poi, a partire da martedì prossimo l'Ulss attiverà una linea telefonica dedicata proprio alle vaccinazioni anti-Covid, questo grazie ad un potenziamento dedicato del Cup. L'obiettivo, infatti, è quello di eliminare ogni possibile coda telefonica nel tentativo di prenotare il proprio turno vaccinale. Ma non solo: da lunedì 29 marzo i residenti in provincia di Treviso con meno di 80 anni non saranno più convocati via lettera o con sms, ma dovranno prenotarsi su una piattaforma online che l'Ulss 2 Marca trevigiana sta mettendo a punto in questi giorni. Accedendo alla piattaforma i cittadini potranno quindi prenotarsi scegliendo il centro vaccinale più vicino e indicando eventuali patologie da segnalare prima della vaccinazione. Le prenotazioni non saranno subito aperte a tutti. Si procederà per età, dai più anziani ai più giovani, dando precedenza anche ad alcune categorie professionali "delicate" e ai diabetici, mentre nei cosiddetti "riservisti" probabilmente verranno fatti ora rientrare gli over 75. L'apertura della piattaforma era attesa per questo fine settimana ma, problemi tecnici e informatici, hanno fatto slittare a lunedì le prime prenotazioni. 

Per quanto invece riguarda i contagi da Covid nelle ultime ore nel trevigiano, questi sono stati i numeri riportati da Benazzi: «Nelle ultime 24 ore abbiamo avuto 266 ricoveri ordinari e 46 in terapia subintensiva. Proprio per questo motivo stiamo ora ragionando di aumentare ancora i posti letto Covid a nostra disposizione. Fortunatamente, per quanto attiene alle terapie intensive siamo ancora in "fascia gialla", ma è anche vero che il picco è purtroppo atteso per il fine settimana. D'ora in avanti andremo dunque a ridurre le attività ospedaliere, mantenendo però inalterato il servizio dedicato alle urgenze, ai malati oncologici e al settore infantile. In ogni caso, possiamo dire che la situazione dei contagi sta migliorando, soprattutto nell'asolano, mentre un lieve peggioramento si registra nel Distretto di Pieve di Soligo....e spesso le nuove positività riscontrate derivano da cluster familiari. Per concludere, ci tengo a dire che da inizio pandemia siamo arrivati ad un totale di 570mila tamponi effettuati nei vari Covid Point distribuiti sul territorio, mentre 28mila sono quelli che sono stati garantiti dai medici di famiglia. Risultati importanti che mi portano a ringraziare tutto il personale medico che in questi mesi si è dedicato anima e corpo alla causa».

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