Giovedì, 13 Maggio 2021
Salute

Il PD contro Zaia: «In Veneto un esercito di 40mila persone vaccinate e non identificate»

Il gruppo regionale del PD Veneto: «Vorremmo avere la certezza del presidente Zaia nel dire che in Veneto non ci sono ‘furbetti del vaccino’»

Immagine di archivio

«Vorremmo avere la certezza del presidente Zaia nel dire che in Veneto non ci sono ‘furbetti del vaccino’. Ma, prendendo per buone le sue dichiarazioni, resta comunque un dato di fatto: di 322mila persone inserite nella categoria ‘Altro’, numeri di ieri, ce ne sono circa 40mila non identificate, che hanno ricevuto almeno una dose e non sappiamo in quale sottocategoria rientrino. Su questo ‘esercito’ attendiamo a breve quei chiarimenti che la Regione non ha fornito». Il gruppo regionale del PD Veneto (con il presidente Giacomo Possamai e i colleghi Anna Maria Bigon, Vanessa Camani, Jonatan Montanariello, Andrea Zanoni e Francesca Zottis) torna sul caso delle ‘file saltate’ per le vaccinazioni, dopo l’attacco del presidente del Consiglio Mario Draghi. 

«La nostra non è un’accusa, ma la richiesta di massima trasparenza nel mezzo di una battaglia difficile e per di più con scarsità di vaccini. Sono oltre 2,3 milioni gli italiani sotto la voce ‘Altro’ che hanno ricevuto almeno una somministrazione, ed è un caso su cui sta indagando la magistratura a livello nazionale con decine di inchieste, Veneto incluso. È interesse dello stesso Zaia fare piena luce, senza aspettare che sia l’opposizione a sollevare il caso e senza prendere la questione come fosse un’accusa nei suoi confronti. Se davvero dalle verifiche dovesse emergere che non c’è neanche un ‘furbetto’ saremmo i primi ad essere contenti, nel frattempo attendiamo la risposta della Regione e rispettiamo il lavoro della magistratura».

La risposta della Regione Veneto

«Premesso che l'attribuzione di una specifica categoria di rischio è effettuata dall'operatore della seduta vaccinale e che pertanto può essere soggetta ad un margine di errore, soprattutto nei momenti di massimo afflusso ai Centri di Vaccinazione di Popolazione, nel sottogruppo pari a circa 40mila somministrazioni (3,5% del totale delle somministrazioni effettuate, ad oggi circa 1.150.000) rientrano soggetti che attualmente non sono stati classificati in una delle altre condizioni di rischio previste dal Ministero della Salute (risultano classificati come "Nessuna condizione di rischio", "Altro" o "Mancante")».

Lo precisa la Regione Veneto, in relazione alle polemiche in atto rispetto a circa 40 mila vaccini erogati che, secondo ambienti dell’opposizione in Consiglio regionale, mancherebbero di chiarezza. «Oltre a questi – prosegue la Regione - rientrano in misura minore altre voci, come, ad esempio, viaggiatori internazionali, rischio Epatite B, residenti area a maggio rischio, profilassi post-esposizione, comportamento a rischio, donna in età fertile, che sicuramente derivano da precedenti classificazioni del medesimo soggetto. A tal proposito, si precisa che il sistema regionale è lo stesso utilizzato per le vaccinazioni ordinarie, non necessariamente anti-Covid19. Pertanto un soggetto già vaccinato per altri motivi può risultare già classificato in una categoria di rischio associata a precedenti vaccinazioni e che risulta non coerente con la campagna anti-Covid».

Nella giornata di oggi, nel consueto incontro giornaliero in videoconferenza con i direttori generali, in relazione alle 40mila somministrazioni che non risultano classificate, il Presidente Luca Zaia e l’Assessore alla Sanità Manuela Lanzarin hanno dato mandato di verificare e incrociare i propri dati e catalogare i soggetti che compongono quel macro gruppo.

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