Premio Giovani Ricercatori a una dottoressa dell'ospedale San Giacomo

La Siapav ha premiato per il secondo anno consecutivo Paola Bigolin per i suoi studi e le ricerche nel settore dell'Angiologia Nazionale. Una vera e propria eccellenza trevigiana

Nella foto: da sinistra la dottoressa Visonà e la dottoressa Bigolin

La miglior ricerca clinica di un giovane medico è trevigiana e più esattamente condotta nell'ospedale San Giacomo di Castelfranco Veneto. La dottoressa Paola Bigolin per il secondo anno consecutivo si aggiudica il premio per giovani nella ricerca che la Società Italiana di Angiologia e Patologia Vascolare (SIAPAV) conferisce alle migliori ricerche cliniche presentate al congresso nazionale da giovani medici.

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Paola Bigolin, laureata e specializzata in Medicina Interna presso l’Università di Padova, ha conseguito anche il dottorato di ricerca in Scienze Cliniche e sperimentali programma di ricerca sullo studio del metabolismo lipidico e delle sue alterazioni genetiche. Da marzo 2019 fa parte del team della UOC Angiologia della Marca, in qualità di dirigente medico: «Il suo contributo all'attività dell’Angiologia castellana, che da anni si dedica allo studio delle malattie vascolari con particolare attenzione ai fattori di rischio per aterosclerosi, è volto allo studio delle dislipidemie più rare e geneticamente determinate – spiega la dottoressa Adriana Visonà, direttore dell’UOC di Angiologia del San Giacomo - Durante il suo percorso formativo, sotto la guida del professor Alberto Zambon dell’Università di Padova, Paola Bigolin si è occupata di ipercolesterolemie familiare. Quest’anno il premio giovani nella ricerca le è stato conferito proprio per lo studio di pazienti con aterosclerosi precoce con elevati livelli di colesterolo che non si controllano facilmente con la terapia consueta. Sospettare forme più rare, ma nondimeno aggressive per le arterie è importante per poter offrire ai pazienti le terapie più adeguate». Il direttore UOC , Adriana Visonà, commenta con soddisfazione il risultato ottenuto dalla sua collaboratrice Bigolin, e sottolinea l’importanza dell’attività di ricerca clinica per migliorare l’assistenza e le cure dei pazienti vasculopatici. Orgoglio e soddisfazione da parte di Francesco Benazzi, direttore generale dell’Ulss 2: «Questa attenzione al profilo di rischio fa parte della presa in carico a tutto tondo dei pazienti vascolari, che trovano presso la UOC di Angiologia una realtà multidisciplinare ormai consolidata da anni per la gestione delle malattie vascolari. Faccio i miei complimenti di cuore alla dottoressa Bigolin per ciò che per il secondo anno consecutivo ha saputo esprimere e soprattutto per rendere ancora più salda la reputazione del nostro reparto».

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