Ipertrofia prostatica, primo trattamento in Veneto con il vapore acqueo

Rivoluzionario intervento compiuto dall’equipe del dottor Carmelo Morana primario di Urologia al Presidio Ospedaliero dell'istituto "Giovanni XXIII" di Monastier

Dottor Carmelo Morana, Primario di urologia del Giovanni XXIII

L'ipertrofia prostatica benigna (IPB) trattata per la prima volta in Veneto con il vapore acqueo. L’intervento è stato compiuto nei giorni scorsi dall’equipe del dottor Carmelo Morana primario di Urologia al Presidio Ospedaliero di Monastier e rappresenta la nuova frontiera del trattamento mini-invasivo dell’IPB. E’ eseguibile in regime di day-surgery con una semplice sedazione o anestesia locale e consente, attraverso l’energia termica, la rottura delle membrane cellulari e la conseguente essicazione e riduzione del volume prostatico di circa il 40%. Una tecnica, con meno effetti collaterali rispetto alla terapia medica e chirurgicamente meno invasiva rispetto a quelle tradizionali: minor rischio di sanguinamento, minor tempo di degenza in ospedale e funzionalità sessuali conservate post intervento. Secondo le linee guida europee di urologia, ad oggi è la metodica che più di qualsiasi altra consente la preservazione della funzionalità erettile ed eiaculatoria.

L’intervento consiste nell’introduzione all’interno della parte ingrossata della prostata, attraverso una sonda, di un ago molto sottile che emettendo del vapore acqueo provoca un deterioramento delle cellule iperplastiche della prostata che dopo un mese si essiccano e allargano il canale per consentire al paziente una minzione con un flusso maggiore. Il paziente viene dimesso poche ore dopo l’intervento con un catetere vescicale che viene rimosso dopo alcuni giorni a seconda del quadro clinico. Nell’arco di qualche settimana l’effetto termico produce una importante riduzione del volume prostatico, con effetto disostruttivo.

L’ipertrofia prostatica è una patologia molto diffusa e i sintomi come urinare con un getto molto debole, gocciolamento dopo la fine della minzione, alzarsi di notte, condizionano molto la vita del paziente. «Fino ad oggi questa patologia veniva trattata con terapia medica o attraverso interventi endoscopici con il laser - commenta il dottor Carmelo Morana- La terapia medica ha effetti collaterali sia sulla sfera sessuale soprattutto con l’eiaculazione retrograda sia sulla pressione arteriosa che provoca anche improvvisi capogiri; il trattamento chirurgico con il laser, che da anni viene utilizzato a Monastier, è sicuramente meno invasivo rispetto alla chirurgia a cielo aperto ma ci sono maggiori rischi di sanguinamento, ricoveri in ospedale più lunghi. Ora, con il vapore acqueo, gli effetti collaterali per il trattamento dell’ IPB sono minimi». Una nuova tecnica utilizzata in pochi centri specializzati del Paese. Il Presidio Ospedaliero di Monastier è il primo in Veneto grazie a dei corsi particolari che sono stati effettuati dal dottor Morana anche negli Stati Uniti per l'utilizzo dei macchinari Rezum.

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