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Dietrofront improvviso del ministro Speranza: le piste riapriranno il 5 marzo

Un "fulmine a ciel sereno" quanto deciso in serata dal Ministro della salute, il tutto a poche ore dalla riapertura già decisa degli impianti sciistici

Niente riapertura delle piste da sci a partire da domani, lunedì 15 febbraio (anche se per il Veneto la data era stata spostata a mercoledì 17 a seguito dell'ultima ordinanza del Governatore Zaia firmata nella giornata di ieri). Lo ha deciso poco fa il Ministro della Salute, il riconfermato Roberto Speranza, che ha firmato l'ordinanza dopo una riunione al Ministero con il Comitato Tecnico Scientifico. Il nuovo stop sarà in vigore fino al prossimo 5 marzo, ovvero quando scadrà l'attuale Dpcm che era stato firmato lo scorso 14 gennaio.

Nella giornata odierna si era difatti aperto un nuovo fronte sulla riapertura delle piste da sci. Nel recente documento dell'Istituto Superiore di Sanità sull'incremento della circolazione delle varianti del virus SarsCov2, ci sono «numeri alquanto preoccupanti». È per questo che il Comitato Tecnico Scientifico, dopo un'attenta valutazione dei dati, ha "consigliato di evitare ulteriori riaperture" in relazione agli impianti di risalita nei comprensori sciistici. Lo stesso Cts, nel corso della riunione di venerdì scorso, sull'opportunità di aprire gli impianti sciistici alla luce della situazione delle varianti virali aveva sconsigliato la riapertura. Gli esperti del comitato hanno difatti sottolineato che sono mutate le condizioni epidemiologiche, ribadendo però come la decisione spettasse comunque al Governo e così è stato. 

È «urgente cambiare subito la strategia di contrasto al virus SarsCov2: è necessario un lockdown totale in tutta Italia immediato, che preveda anche la chiusura delle scuole facendo salve le attività essenziali, ma di durata limitata». Lo afferma all'ANSA Walter Ricciardi, consigliere del ministro della Salute. Oltre a ciò, «va potenziato il tracciamento e rafforzata la campagna vaccinale». È «evidente - avverte - che la strategia di convivenza col virus, adottata finora, è inefficace e ci condanna alla instabilità, con un numero pesante di morti ogni giorno». «In questo momento - ha aggiunto - le attività che comportino assembramenti non sono compatibili con il contrasto alla pandemia da Covid-19 in Italia e gli impianti da sci rientrano in tali attività. Non andrebbero riaperti . Non dimentichiamo poi che la variante inglese è giunta in Europa proprio 'passando' dagli impianti di risalita in Svizzera».

Il primo a reagire a tale provvedimento del ministro Speranza è stato Massimo Sertori, assessore alla Montagna della Lombardia, il quale è intervenuto sulle parole di Walter Ricciardi. «Ricciardi - ha spiegato Sertori - dice che non ci sono più le condizioni per l'apertura degli impianti di risalita. Ricordo che solo una settimana fa il Cts aveva approvato le linee guida proposte dalle Regioni per l'apertura in sicurezza. Rammento pure che tale documento contiene già forti limitazioni. E i gestori degli impianti si sono organizzati di conseguenza per l'apertura a partire dal 15 febbraio, così come previsto dal decreto del Presidente del Consiglio dei ministri (Dpcm)».

«Fare un provvedimento - ha aggiunto Sertori - che blocca tutto a un giorno dall'apertura significa creare un danno davvero ingente alle società di gestione delle attività che intanto hanno assunto personale e organizzato l'apertura. Ma il fatto metterebbe perfino in discussione la credibilità di uno Stato che ieri ha detto una cosa e che oggi afferma il suo contrario».

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