Premio a medici e infermieri: il Veneto stanzia 61 milioni di euro

Lo ha annunciato martedì 28 aprile l'assessore regionale alla Sanità, Manuela Lanzarin. «Se riusciremo a far emergere ulteriori disponibilità non ci sarà alcun ostacolo a utilizzarle»

Il personale sanitario dell'ospedale di Conegliano

Per tradurre anche in concreto la gratitudine al personale della sanità per i grandi sacrifici sostenuti nel combattere in prima fila l’emergenza coronavirus, la Regione Veneto mette sul piatto 61 milioni di euro, da erogare il prima possibile, dopo aver concordato criteri e modalità dell’intera operazione in successivi incontri.

Lo ha fatto martedì 28 aprile l’assessore alla Sanità, Manuela Lanzarin, incontrando in giornata tutte le rappresentanze sindacali dei lavoratori del Comparto e della Dirigenza Medica. «Quantificare la gratitudine – ha commentato la Lanzarin alla fine degli incontri – è la cosa più difficile del mondo, perché non c’è cifra che possa rappresentare fino in fondo il nostro grazie a questi lavoratori che, oltre alla grande professionalità, hanno gettato in campo un coraggio e un’abnegazione che rimarranno nella storia della sanità veneta. Questi 61 milioni sono tra i denari meglio spesi di sempre e se riusciremo a far emergere ulteriori disponibilità non ci sarà alcun ostacolo a utilizzarle». Durante gli incontri, si è concordato sul fatto che la riorganizzazione messa in campo per fronteggiare Covid-19 abbia comportato un rilevante incremento del lavoro del personale e l’aumento delle unità di addetti impegnati ogni giorno a curare i malati, con un notevole impatto sulle condizioni operative di tutti i lavoratori, in particolare quelli impegnati nei reparti, nei servizi di assistenza ai pazienti e in attività comunque collegate all’emergenza Coronavirus. Le leve retributive da utilizzare sono di tipologie varie, e sono state concordemente valutate. I Criteri di ripartizione del fondo totale tra la dirigenza medica e il personale del comparto saranno ora approfonditi e condivisi in un successivo verbale, così come le modalità per l’erogazione delle risorse.

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«Lavoreremo da subito con i sindacati per arrivare a erogare le somme nei tempi più brevi – ha aggiunto la Lanzarin – e nel frattempo mi auguro che anche a livello nazionale si traduca in concreto un incremento delle risorse disponibili. Gli strumenti ci sono, e sono contenuti in una serie di proposte già inviate dalla Conferenza dei presidenti e delle Province autonome al Governo, in particolare in alcuni emendamenti la cui celere approvazione in sede parlamentare è assolutamente irrinunciabile». Si tratta, secondo gli atti depositati dalle Regioni, di destinare le risorse già stanziate dall’articolo 1 del decreto legge 18/2020 non solo per la remunerazione delle ore di straordinario, ma anche per finanziare specifiche indennità contrattuali e riconoscerne i benefici non solo al personale sanitario, ma anche ai tecnici e agli amministrativi impegnati direttamente o indirettamente nel contrasto all’emergenza; di incrementare non solo i fondi delle condizioni di lavoro, ma anche i fondi che remunerano la produttività; di superare, con riferimento alle risorse aggiuntive consentite alla Regioni,  i vincoli in materia di spesa per il personale dalle norme attuali; di rendere possibile per le Regioni di prevedere ulteriori risorse, fino al doppio di quelle già previste nelle tabelle nazionali.

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