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Salute Sant'Antonino / Piazzale dell'Ospedale

Tumore al seno, Chirurgia senologica del Ca' Foncello 13esima in Italia

Il reparto guidato dal dottor Paolo Burelli ha ottenuto un nuovo prestigioso riconoscimento dall'Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali. Nel 2021 effettuati complessivamente 953 interventi, 623 dei quali per nuove diagnosi

La Chirurgia senologica del Ca' Foncello è tra i primi centri in Italia per quanto riguarda il trattamento delle donne con tumore al seno: a stabilirlo, collocando l’unità operativa diretta dal dottor Paolo Burelli al 13mo posto a livello nazionale, è stato il Programma Nazionale Esiti (Pne) di Agenas (Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali), che valuta i volumi di lavoro delle Breast Unit italiane riferendosi ai dati del 2021. Con un trend in costante miglioramento, l'Ulss 2 si è collocata ancora stabilmente ai primi posti in Italia. La Chirurgia senologica del Ca’ Foncello, centro di riferimento della Regione Veneto e uno dei Centri di riferimento della Scuola italiana di Chirurgia senologica, nel 2021 ha effettuato infatti, complessivamente 953 interventi, 623 dei quali per nuove diagnosi.

I commenti

«In questi anni abbiamo registrato un costante aumento dell’attività legato all’attivazione della Breast Unit, struttura deputata a individuare il percorso diagnostico-terapeutico delle donne con tumore alla mammella e a garantire una presa in carico a 360° - sottolinea il dottor Paolo Burelli -. La Breast Unit accompagna la paziente in un percorso multidisciplinare dotato di un protocollo regionale che va dalla diagnosi, alla cura, alla riabilitazione fisica e psicologica, al follow-up, alla discussione multidisciplinare di tutti i casi da trattare e usufruisce delle migliori strumentazioni, delle tecniche più innovative e delle cure mediche più aggiornate. Nel percorso, infatti, abbiamo la radiologia senologica per la diagnostica di imaging e dei prelievi microistologici; l’anatomia patologica che esegue il fenotipo, ovvero la tipizzazione di tutte le caratteristiche tumorali che permettono la personalizzazione delle cure e i test genomici per individuare le migliori possibilità di terapia medica; l’oncologia che predispone tutte le cure oncologiche più avanzate, utilizzando anche la terapia neoadiuvante e l’immunoterapia; la radioterapia anche intraoperatoria; la medicina nucleare che aiuta nella diagnostica con la Tac Pet e nella terapia chirurgica con l’identificazione del linfonodo sentinella. Per la terapia chirurgica si fa riferimento alla chirurgia senologica e alla chirurgia plastica, fondamentale nella ricostruzione mammaria post mastectomia. La genetica, inoltre, permette di individuare, attraverso un test genetico, le pazienti portatrici di mutazioni genetiche al fine di avviare un programma di prevenzione ah hoc. Intervengono inoltre nel gruppo multidisciplinare lo psicologo, il ginecologo e il fisiatra oltre che le case manager (infermiere dedicate che gestiscono in prima persona il percorso delle pazienti) e la data manager. In ambito sanitario – ricorda il dottor Burelli - è chiaro che ospedali con alti volumi permettono alla donna con tumore al seno un percorso di presa in carico altamente specializzato, non solo in ambito chirurgico ma in tutto l’ambito del gruppo multidisciplinare, con professionisti dedicati alla cura del tumore alla seno, provenienti dalle diverse unità operative che compongono la Breast Unit».

«Un plauso all’équipe del dottor Burelli per l’ottimo risultato ottenuto, frutto della professionalità e umanità con cui accompagna le donne cui viene diagnosticato un tumore al seno nel percorso di cura. A tutti loro va un sentito ringraziamento» conclude il direttore generale, Francesco Benazzi.

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