Salute

Telemedicina, un trevigiano su tre ne ha usufruito durante la pandemia

Il 33% dei trevigiani vede nella tecnologia una valida alleata per il monitoraggio del proprio stato di salute

Un esempio di telemedicina

La pandemia dell'ultimo anno ha sicuramente reso più intenso il rapporto dei trevigiani con la tecnologia: non solo per quanto riguarda smart-working e telelavoro, ma anche per la gestione della salute. Basti pensare alle necessità mediche delle persone costrette all'isolamento domiciliare, impossibilitate quindi a recarsi in cliniche o anche solo in farmacia per proseguire controlli e cure. Nel 33% dei casi, i trevigiani costretti in casa hanno potuto risolvere questo problema usufruendo di servizi di telemedicina, videoconsulto o consegna domiciliare dei farmaci. Servizi molto apprezzati dagli abitanti di Treviso che ne hanno fatto uso: il 77% ha dichiarato che questi strumenti hanno semplificato la gestione dell'isolamento e il 14% li ha considerati addirittura indispensabili. Lo rileva l'Osservatorio Sanità di UniSalute realizzato con Nextplora per indagare le abitudini degli italiani - e dei trevigiani in particolare - per quanto riguarda l'uso delle nuove tecnologie applicate al benessere.

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Telemedicina e videoconsulti, grazie alla loro capacità di fornire garanzie sulla reperibilità di medici e strutture sanitarie, hanno rappresentato un supporto psicologico per il 59% degli abitanti di Treviso che hanno vissuto un periodo di isolamento domiciliare, mentre il 23% delle persone che hanno usato questi strumenti ha apprezzato in particolare la possibilità di tenere sotto controllo con costanza il proprio stato di salute.

In generale, la fiducia dei trevigiani nei confronti della tecnologia è molto cresciuta negli ultimi anni: un dato legato all'uso quotidiano di strumenti fino a pochi anni fa poco diffusi, specialmente in alcune classi d'età. Un trend fortemente in ascesa che si registra anche nell'ambito della salute; non è un caso che un trevigiano su tre (33%) reputi le app e i cosiddetti "wearable" (come ad esempio gli smartwatch) validi alleati per quanto riguarda il monitoraggio del proprio stato di salute.

Lo sport, e in generale la cultura del wellness, rappresentano l'ambito in cui salute e tecnologia vengono vissuti nella provincia veneta come un binomio inscindibile: il 36% dei wearable e delle app utilizzati sono infatti dedicati al monitoraggio dell'attività fisica. Seguono le app che permettono di calcolare il consumo di calorie nell'arco della giornata (21%) e gli strumenti in grado di tenere sotto controllo l'attività cardiaca (9%).

Oltre ad app e wearable, è il web a giocare un ruolo importante: internet, ormai fonte primaria di qualsiasi tipo informazione, è utilizzato da quasi un trevigiano su due (45%) per eseguire delle autodiagnosi, soprattutto quando riguardano sintomi lievi o piccoli infortuni. È giusto quindi che il sistema sanitario italiano, nelle sue declinazioni pubbliche e private, punti sulla tecnologia? Per i trevigiani la risposta è "sì". In particolare, oltre uno su quattro (27%) vede nella telemedicina la frontiera tecnologica mentre il 21% ritiene che nella tecnologia risieda la chiave per il progresso della ricerca. Quasi un trevigiano su cinque (18%) pensa che il progresso tecnologico favorirà soprattutto lo sviluppo di nuove apparecchiature per eseguire esami clinici più accurati, il 12% invece, crede che la tecnologia potrebbe giocare un ruolo chiave per la diffusione di stili di vita più sani.

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