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Influenza: al via le vaccinazioni in provincia di Treviso

Dal 12 novembre al 31 gennaio nei tre distretti Ulss della provincia di Treviso si svolgerà la campagna anti-influenzale. 143.000 le dosi di vaccino pronte a essere utilizzate

Partirà lunedì 12 novembre e si concluderà il 31 gennaio, nei tre distretti dell’Ulss 2, la campagna di vaccinazione contro l’influenza: 143.000 le dosi di vaccino a disposizione e 650 le persone impegnate nelle operazioni di vaccinazione. 

«L’influenza non va assolutamente sottovalutata – -spiega il direttore generale dell’Ulss 2, Francesco Benazzi - Ogni anno, infatti, colpisce, in forma più o meno severa, circa il 10% della popolazione. Lo scorso anno in Veneto si sono ammalate circa 465.000 persone e 10 sono stati i decessi; quest’anno si può prevedere un andamento simile. La vaccinazione rappresenta l’unica efficace forma di difesa per prevenire la malattia e, soprattutto, le sue complicanze». Nell’Ulss 2 sarà possibile vaccinarsi, presso gli ambulatori dei Medici di medicina generale, dei pediatri di libera scelta o presso gli Uffici Igiene, dal 12 novembre fino al 31 gennaio. Per fronteggiare meglio le continue mutazioni dei virus influenzali, anche quest’anno il vaccino è un po’ diverso rispetto a quello della scorsa stagione: agli antigeni dei “vecchi” virus A-H1N1 (quello della “suina” del 2009) e B “Phuket”, già presenti lo scorso anno, sono stati infatti aggiunti l’A-H3N2 “Singapore” e il B “Colorado”, da poco in circolazione.

La vaccinazione è raccomandata e offerta gratuitamente a: persone con più di 65 anni, donne al secondo e terzo trimestre di gravidanza, tutte le persone con malattie che aumentano il rischio di complicanze da influenza (malattie polmonari, malattie cardiovascolari, diabete, malattie renali…), bambini e adolescenti in trattamento a lungo termine con acido acetilsalicilico, a rischio di Sindrome di Reye in caso di infezione influenzale, individui di qualunque età ricoverati presso strutture per lungodegenti, medici e personale sanitario di assistenza, familiari e contatti di soggetti ad alto rischio di complicanze (indipendentemente dal fatto che il soggetto a rischio sia stato o meno vaccinato). Soggetti addetti a servizi pubblici di primario interesse collettivo e categorie di lavoratori (Forze di Polizia, Vigili del Fuoco, Polizia Locale e altre categorie), personale che, per motivi di lavoro, è a contatto con animali che potrebbero costituire fonte di infezione da virus influenzali non umani (allevatori, addetti all’attività di allevamento e trasporto di animali vivi, macellatori e vaccinatori, veterinari pubblici e libero-professionisti), donatori di sangue.

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