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Sanità in Veneto: «Nel 2019 crollati i casi della temuta West Nile»

L'assessore alla Sanità, Manuela Lanzarin, tira le somme dei virus e delle arbovirosi segnalate in Veneto nel corso del 2019. I casi di West Nile sono passati da 250 a 47

Il 2019 in Veneto, è stato un anno “tranquillo” dal punto di vista delle infezioni umane da Arbovirus, trasmesse attraverso la puntura di artropodi (essenzialmente zanzare e zecche), che trasmettono virus come la West Nile (che tanto allarme creò l’anno scorso), l’Usutu, la febbre Dengue, la febbre Chikungunya, il virus Zika e il Tich-Borne Encephalitis (trasmesso, questo, dalla puntura delle zecche).

Lo testimonia il Bollettino 2019 sulla Sorveglianza delle Arbovirosi, realizzato e diffuso dalla Direzione Prevenzione dell’area Sanità e Sociale della Regione. «Salta subito all’occhio – fa notare l’Assessore alla Sanità Manuela Lanzarin – il positivo crollo dei casi di West Nile, scesi quest’anno a 47 totali (comprese 3 positività asintomtiche in donatori di sangue), contro oltre 250 (con più di 30 forme neuroinvasive) che si registrarono a tutto il 21 agosto 2018. Come hanno spiegato gli esperti, i fattori di questa diminuzione sono molteplici, ma un contributo importante lo ha dato il Piano Straordinario di disinfestazione definito e attuato lo scorso anno dalla Regione, con un finanziamento di 500 mila euro. Fondamentale anche la campagna di prevenzione e informazione rivolta ai cittadini e la meticolosità dei monitoraggi, che ci consentono di avere sempre la situazione aggiornata». Il rapporto 2019 riporta dati tranquillizzanti anche sulle altre forme di arbovirosi.

La Febbre Dengue, trasmessa da zanzare infette del genere Aedes, ha fatto registrare 45 casi totali, ma tutti in persone che avevano soggiornato o provenivano da Paesi extraeuropei dove è noto il rischio di contrarre il virus. La stessa indicazione viene anche per la Febbre Chikungunya, con 4 soli 4 casi registrati in persone provenienti da Brasile, Nigeria, e Thailandia. Un solo caso ha riguardato il virus Usutu, che infetta soprattutto uccelli e zanzare, la cui circolazione è documentata in numerosi paesi europei e spesso avviene in concomitanza con il virus West Nile (il caso veneto è uno di questi). Quasi assente anche il virus Zika (di cui si era molto parlato per una vasta diffusione in brasile nel passato recente), con un solo caso, registrato in un paziente che aveva soggiornato a Cuba. Sono stati 22, infine, i casi di Tick-Borne Encephalitis, trasmessa dal morso delle zecche, un numero inferiore agli anni passati anche in questo caso. Il bollettino di “fine anno” trasmesso mercoledì 20 novembre contiene anche una serie di link utili ai cittadini per informazione e prevenzione, a cominciare da chi viaggia all'estero.

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