Didattica a distanza, per il Censis è un flop: Donazzan critica il Governo

Secondo il 54esimo rapporto del Censis per il 74,8% dei dirigenti la didattica a distanza ha di fatto ampliato il gap di apprendimento tra gli studenti di tutta Italia

Elena Donazzan (Foto d'archivio)

«Lo avevamo detto fin da subito che la didattica a distanza avrebbe acuito le distanze, in particolare per gli studenti più fragili, a cui il Governo non ha mai pensato come, ad esempio, i disabili e i bambini con certificazione. La scuola oggi in Italia è governata in maniera distante e sta facendo gli stessi danni della didattica a distanza».

Con queste parole Elena Donazzan, assessore regionale all’istruzione del Veneto commenta il dato emerso nel corso della presentazione del rapporto annuale Censis che ha certificato il flop della didattica a distanza (Dad). Secondo il 54/mo rapporto del Censis, infatti, "per il 74,8% dei dirigenti la didattica a distanza ha di fatto ampliato il gap di apprendimento tra gli studenti" anche se "il 95,9% è molto o abbastanza d'accordo sul fatto che la daf è stata una sperimentazione utile per l'insegnamento". «Già da aprile - continua Donazzan - grazie al contatto continuo che abbiamo con le scuole, di là delle competenze che secondo il Ministro Azzolina devono rimanere a Roma, il quotidiano confronto ci restituiva una situazione di grave disparità sia per quanto riguarda la possibilità di connessione alla rete, ossia la disponibilità di strumenti molto spesso legata ad una povertà sociale, sia per quanto concerne la possibilità di apprendimento di questi bambini con difficoltà. Trovo francamente tardivo che si sveglino ora - precisa ancora l’assessore - era chiaro già ad aprile. Invece hanno agito con la schizofrenia di dire, fino alla fine dell’anno scolastico scorso, assolutamente tutti a casa. Non ci si poteva nemmeno avvicinare alla scuola anche quando a maggio e giugno il contagio era molto basso e si sarebbe potuto tornare in aula per recuperare alcune lezioni e, magari, un po’ di serenità. Ora, con la situazione molto difficile che stiamo vivendo - conclude Donazzan - se non ci fossero state le Regioni con il loro buon senso hanno tentato di dire di tornare a ridosso del Natale, facendo solo confusione e provocando ulteriore disagio. Resta il problema che in Italia la scuola è governata in maniera distante e sta provocando gli stessi danni della didattica a distanza».

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