Esami a luglio, lezioni individuali e professori in guanti e mascherina

Così il Conservatorio "Agostino Steffani" organizza la fase post lockdown. Per le materie collettive invece fase e-learning fino alla prova finale, che però avverrà in compresenza. Resta invece l'esame di ammissione in sessione unica autunnale

Il conservatorio Steffani

«Una decisione di buonsenso, anche per non penalizzare gli studenti dopo mesi di blocco. Adottata da 6 conservatori su 7 nella nostra regione»: conferma il direttore Stefano Canazza, che anticipa le novità dei prossimi mesi. «Dal 14 al 30 luglio si terranno regolarmente, al Teatro Accademico di Castelfranco, gli esami. Abbiamo concordato questa modalità per poter garantire il distanziamento sociale. Lo studente sarà sul palcoscenico, la commissione in platea a giusta distanza. Così potremo intanto tenere fede al calendario con gli esami di strumento». Gli studenti interessati sono circa un centinaio su una popolazione totale di 500: «Il 20% della struttura terrà gli esami in questo modo. Tra questi sono compresi anche circa 30 diplomi». A giorni dovrebbe arrivare anche agli Istituti di Alta Formazione Universitaria la nota che il ministro ha girato due giorni fa alle Università. «Ci stiamo apprestando a chiudere un piano da sottoporre al Ministero- continua Canazza- nel caso di Castelfranco stiamo valutando la timida riapertura degli uffici e di qualche piccolo laboratorio a maggio, a giugno potrebbero riprendere le lezioni individuali (nelle aule che possano garantire le distanze di sicurezza). Per i corsi collettivi invece si prospetta di rimanere su piattaforma. Mentre gli esami si svolgeranno in compresenza, tra nne forse qualche sessione orale».

Guanti mascherine e altri dispositivi sono complicati da gestire nella didattica musicale. «Va da sè che uno strumento a fiato non può usare la mascherina e in pratica nessuno strumento a parte i cantanti e le percussioni i guanti. Ad essere schermati saranno però i docenti». I due mesi trascorsi sono stati però un importante banco di prova per testare la didattica da remoto applicata anche all'ambito musicale. «Una sfida vinta, mi sento di dire- prosegue il direttore- il nostro istituto ha spostato il 90% degli insegnamenti su piattaforma. E in genere i conservatori veneti sono riusciti ad attenersi ad un ottimo 80%». Le piattaforme più usate sono Google Suite, Meet, Classroom, Skype e Zoom (interattiva ed erogativa). Poi Skype, Edmodo e WhatsApp con registrazioni audio che vengono poi commentate insieme ai docenti. Esclusi dalla didattica a distanza le lezioni di musica d'insieme (musica d'insieme, orchestra, coro).

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«I problemi ricorrenti? Quelli di connessione, soprattutto per studenti in appartamenti in affitto». L'altro tema importante riguarda il diritto allo studio. Il Conservatorio di Venezia, supportato dal Consorzio, è uscito una settimana fa con una nota per sensibilizzare la comunità al diritto allo studio domestico anche per gli studenti di musica e ha predisposto un documento ad uso degli studenti che abitano in condominio. Questo dopo reiterati casi di intolleranza. «Tutto il Consorzio sostiene con forza il diritto per gli studenti che studiano uno strumento, naturalmente vista la normativa, stando in casa e di vedersi garantito questo diritto nel rispetto delle disposizioni dei singoli comuni e dei momenti di riposo previsti»: conclude Canazza.

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