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L'orto della scuola elementare Barbarigo

L'orto della scuola elementare Barbarigo

San Zenone, l'orto della scuola elementare continua anche in zona rossa

Ha preso il via nelle ultime settimane l’orto coltivato e gestito dagli 86 alunni della primaria "Barbarigo". Un progetto nato per superare i limiti della pandemia e avvicinarsi alla natura

Superare le barriere prodotte dalla pandemia attraverso un orto. E’ questo lo spirito con cui gli alunni della scuola primaria Barbarigo di Liedolo dell’I.C. San Zenone degli Ezzelini hanno intrapreso un’iniziativa che non ha eguali e che, nonostante la zona rossa e il ritorno in Dad, continuerà anche nelle prossime settimane.

Proposto da alcuni insegnanti all’inizio dell’anno scolastico, il progetto vuole attenuare il distanziamento fisico che ha comportato difficoltà di relazione e una generale diffidenza tra i ragazzi. Un cambiamento molto pesante per la quotidianità dei più piccoli che i docenti, con il supporto della dirigente scolastica, dottoressa Paola Zanon, hanno voluto trasformare in un’opportunità didattica e sociale. Interpretando le indicazioni dei protocolli diffusi dal Ministero dell’Istruzione e applicando le indicazioni nazionali della scuola primaria che promuovono competenze europee tra cui la sostenibilità, la capacità di fare impresa e l’educazione civica, i docenti hanno voluto incentrare le attività sul valore dello stare all’aria aperta, in quanto capace di ridurre di molto i rischi del contagio e favorire il benessere degli alunni. Ne è nato un orto pensato, preparato e coltivato dagli alunni stessi. Ed è questa la vera originalità del progetto. Fondamentale, per l’avvio del progetto, la collaborazione tra l’Istituto comprensivo, il Comune e la parrocchia che ha messo a disposizione un terreno incolto di proprietà, distante circa 60 metri dalla scuola. L’uso dello spazio è formalizzato con una convenzione messa a punto proprio in questi giorni.

Che l’orto sia gestito dalla A alla Z dagli alunni è testimoniato dal fatto che anche tutta la fase propedeutica al suo avvio ha visto coinvolti i bambini di tutte le classi, ciascuna con un compito diverso. Se la prima si è occupata dell’elenco degli attrezzi necessari per gestire l’orto, la seconda si è dedicata al loro recupero e ad eseguire i prelievi del terreno, utili per le analisi eseguite dagli alunni della terza che hanno studiato il ph ed il drenaggio della terra. La quarta, invece, ha svolto l’analisi economica del progetto, stilando anche preventivi, approfondendo bilancio e risorse, mentre la quinta ha predisposto il progetto vero e proprio realizzando un plastico. In queste ultime settimane gli alunni sono passati ai fatti: con l’aiuto di alcuni nonni del paese che si sono occupati dell’aratura e della fresatura del terreno, hanno predisposto anche i terrazzamenti nella parte più collinare dove ora trovano posto 9 aiuole e 2 aiuole a spirale utilizzando mattoni “storici” fatti con l’argilla delle cave di Liedolo e donati da Angelo Citton. E’ qui che - con la supervisione del botanico Bruno Martino e di Patrizia Tedesco - verranno collocate piante aromatiche medicinali da cui ricavare oli e tisane. Gli alunni hanno quindi provveduto a completare l’orto piantando diversi ortaggi tra cui cipolle, piselli, aglio, patate. Il programma originale avrebbe previsto ora che, con le coltivazioni piantate, ogni giorno a turno, una classe si prendesse cura dell’orto, annaffiandolo ed estirpando le erbacce ed ogni mercoledì mattina, invece, l’insegnante avrebbe fatto il punto della situazione con due bambini per ciascuna classe e programmerà le attività successive. Tanti sono, infatti, i progetti collaterali in cantiere: dalla staccionata da realizzare a sud, all’avvio del semenzaio a scuola allo spaventapasseri da collocare nell’orto con una funzione tutt’altro che minacciosa, e cioè quella di attirare gli uccellini.

Orto in zona rossa

Con il ritorno in Dad, a partire da lunedì 15 marzo, i pilastri del progetto non sono venuti meno. Sfruttando la possibilità di poter passeggiare all’aria aperta nei pressi della propria a abitazione, a turno i bambini si dedicheranno all’annaffiatura dell’orto mentre l’incontro del mercoledì per fare il punto è confermato, ma in modalità online. E sempre in modalità virtuale gli alunni poteranno avanti la redazione del giornalino scolastico in uscita dopo Pasqua dove sarà presentato il progetto orto. La dirigente, Paola Zanon, commenta l'iniziativa con queste parole: «Il focus del progetto non è tanto il semplice “uscire”, ma il riflettere sulle esperienze svolte in esterno, il che comporta una connessione continua delle varie fasi, fatte di uscite e rientri, teoria e pratica, previsione e progettazione delle esperienze, momenti di monitoraggio, valutazione critica e documentazione. Un laboratorio di ricerca a cielo aperto per l’apprendimento interdisciplinare e cooperativo, dove lavorare insieme, alunni ed insegnanti, nel rispetto dei molteplici stili cognitivi e dei diverso tipo di intelligenza di ciascun bambino, al fine di valorizzare le differenze individuali e la forza del lavoro di gruppo. Questo ridefinisce il modo di essere insegnante, il modo in cui si impara, il modo di fare ed essere scuola». Il sindaco di San Zenone, Fabio Marin, aggiunge: «Mi piace pensare che, con questo progetto, la scuola primaria di Liedolo diventa una scuola che si apre nello spazio e nel tempo perché permette ai suoi alunni di scoprire e di esprimersi anche in un luogo esterno a quello scolastico e di comprendere come lo scorrere del tempo sia funzionale all’evolvere della natura e della vita. Va sottolineata però anche l’importanza sociale del progetto che unisce, crea legami permettendo da un lato alle classi di sentirsi un corpo unico e dall’altro di tessere preziose relazioni con l’esterno, facendo loro comprendere l’importanza del lavoro in rete e, non ultimi degli adulti sia in forma individuale che attraverso le istituzioni». Il parroco, don Manuel, conclude: «L’iniziativa è tanto più apprezzabile in questo momento storico perché consente ai bambini di recuperare in parte la spensierata socialità del periodo pre-pandemico ma permette anche alla scuola di diventare esperienza, offrendo agli alunni la possibilità di esperire, di passare dalla teoria ai fatti, di “sporcarsi le mani” e di sperimentare nel pratico quella che sarà in futuro la vita».

Significativo, infine, anche lo scambio con l'istituto agrario Parolin di Pove del Grappa grazie al quale, sotto il coordinamento del professor Lucietto, le classi di terza superiore hanno insegnato ai piccoli alunni le tecniche per realizzare le aiuole, per piantumare e per concimare. Ma anche la collaborazione con il Gruppo Oasi Sa Daniele e dell’ornitologo Stefano Tasca, data l’intenzione di creare un “byrd garden” nei pressi dell’orto, dove attirare gli uccellini da osservare.

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