Gli studenti degli Istituti Filippin vanno a fare i volontari a Scampia

Viaggio d'istruzione a dir poco speciale per gli alunni dell'istituto di Pieve del Grappa che hanno preso parte al progetto di volontariato di Casa Arcobaleno

Sono tornati con tanti spunti di riflessione e riconoscenti per l’esperienza vissuta. Entrare in contatto con la realtà di Scampia e con le storie difficili di ragazzi loro coetanei ha sicuramente lasciato il segno nei pensieri del gruppo di allievi degli Istituti Filippin - La Salle International Campus che dal 20 al 23 febbraio hanno intrapreso quest’esperienza di volontariato organizzata dalla Comunità dei Fratelli Cristiani.

Un’opportunità forte che ha permesso a 17 studenti, tra la prima e quinta liceo, accompagnati da due insegnanti, il Prof. Giuseppe Salvatore e il Prof. Alan Begliorgio, di confrontarsi con un contesto culturalmente e socialmente differente da quello a cui sono abituati. I ragazzi sono stati ospitati nella sede della Cooperativa Occhi Aperti, presso Casa Arcobaleno, uno spazio educativo alternativo nel cuore di Scampia, pensato per aiutare i giovani a riprendere in mano la propria vita e dove l’attenzione alla persona è coniugata sempre anche a livello comunitario perché è la comunità la risorsa capace di permettere alle persone di fare cammini che rigenerano le vite personali ed i tessuti sociali. Al mattino, gli allievi del Filippin hanno partecipato ad attività assieme ai ragazzi della Scuola Lasalliana della seconda opportunità “Io valgo”, un luogo di educazione, cultura e relazione progettato principalmente per le aree urbane con quartieri colpiti da problemi sociali ed economici rivolto ai giovani socialmente emarginati e/o segnalati dai servizi sociali che non frequentano la scuola obbligatoria. Si tratta di offrire a questi giovani un’occasione quando pensano di non averne più; di accoglierli e far rinascere autostima, fiducia, speranza in uno spazio educativo differente, con delle persone dedicate, per ridare senso all’apprendimento, alla formazione con l’obiettivo principale di motivarli a completare gli studi e reinserirli nella vita sociale e lavorativa. Il pomeriggio invece è stato dedicato a seguire, nell’attività di dopo scuola, 30 bambini della scuola primaria presso la Ludoteca “Il giardino dai mille colori” gestita dalle Suore della Provvidenza. Momenti toccanti anche quelli trascorsi giocando con i bambini del campo rom di Giugliano ubicato nel degrado di una fabbrica dismessa di vernici. Non è mancato anche un veloce giretto a Napoli e la visita ad alcune zone abitative di Parco di Corto Maltese recentemente riqualificate con campi da calcio e da tennis e orti sociali. Una full immersion emozionante che ha permesso ai ragazzi di apprezzare e comprendere la diversità costruendo anche dei rapporti interpersonali. Previsti anche 3 momenti di circle time durante la giornata per descrivere pensieri e emozioni provate.

Campo Rom Giugliano-2

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«Cambiare prospettiva - precisa Sileno Rampado, Direttore La Salle International Campus - Istituti Filippin - non può che essere d’arricchimento per i nostri ragazzi. Spingerli ad operare concretamente, anche attraverso attività di volontariato, oltre i confini della loro realtà individuale fa parte di un’educazione globale che vuole formare persone capaci di rispondere ai bisogni della Comunità Umana in modo adeguato, creativo e responsabile. Questo tipo di esperienze inoltre incarnano il messaggio lasalliano che da sempre il nostro Istituto s’impegna a trasmettere agli allievi: aiutare un fratello equivale ad aiutare una comunità intera». «È stata un’esperienza destrutturante – commenta Salvatore Giuseppe, Professore che ha accompagnato i ragazzi - che va oltre gli schemi educativi e sociali ai quali si è abituati. Il lavoro quotidiano dei Fratelli e degli operatori di casa Arcobaleno lo definirei Vangelo in azione che si incarna in una realtà che non va giudicata ma aiutata a rieducarsi a una vita ricca di opportunità. Mettersi in gioco è una scelta di vita che impone delle conseguenze che non sempre rispondono ai propri obiettivi ma che ti porta oltre te stesso e ti trasporta verso un altro che ha diritto di vivere dignitosamente. Il mio augurio è che gli studenti abbiano imparato il fatto che si può vivere anche in una realtà “diversa” dalla propria, e che ciò che ci accomuna è il desiderio di essere felici con la propria sensibilità e le proprie risorse. Credo, anche, che il loro disorientamento in alcuni momenti dice che questa esperienza è stata significativa e significante, e che le domande che si sono portati a casa trovino una risposta nella loro vita. Grazie Scampia». «Io ci sono stato – riporta Riccardo M. 3° Liceo, uno degli studenti che ha partecipato al viaggio a Scampia - È stato un tempo ben speso che mi ha fatto rendere conto di come sono le realtà esterne alla nostra. Un’aspetto che mi ha sconvolto è stato il fatto che pur avendo visto certe condizioni, non mi sarei aspettato l’allegria dei ragazzi e dei bambini che abbiamo incontrato. Io consiglierei questa esperienza a tutte quelle persone che si lamentano di quello che hanno senza rendersi conto che al confronto hanno di tutto e di più».

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