Lezioni in realtà virtuale per gli studenti di H-Farm

Un Ipad per il professore, visori per gli alunni e Holodeck, il programma di realtà virtuale progettato da BigRock, la scuola di computer grafica di H-Farm

Non la solita esperienza in VR che chiude in un mondo virtuale da soli, ma un’attività che nasce dalla necessità di condividere e di vivere insieme la stessa esperienza anche in questi giorni di isolamento forzato: Holodeck, il sistema di lezione aumentata con multi-presenza virtuale in grado di fornire esperienze di insegnamento immersive, da oggi viene anche utilizzato dagli studenti di H-International School in versione remoto.

Holodeck è un laboratorio virtuale che può essere utilizzato dagli insegnanti per qualsiasi disciplina, prende il nome dal “ponte degli ologrammi” di Star Trek ed è stato stato realizzato per H-IS da BigRock. Già da settembre la didattica in classe era stata integrata con diverse lezioni in VR su materie come storia, matematica, biologia, fisica, ma con l’emergenza Covid-19 e l’esigenza di continuare le lezioni online, H-Farm ha implementato la tecnologia per permettere a tutti di continuare l’esperienza anche da casa. L’unicità di Holodeck è la possibilità di interagire con gli altri compagni di classe – fino a 20 – e con il professore: gli studenti infatti possono “vedersi” tra di loro e percepirsi all’interno dello spazio, oltre a poter utilizzare le loro mani per afferrare oggetti virtuali, muoverli e compiere azioni come se si aprisse davanti loro un menu del computer. Un’interazione virtuale più che mai preziosa per i ragazzi, che possono così incontrarsi, seppure virtualmente. Marco Savini, fondatore di BigRock, Head of Edutech di H-Farm commenta il progetto con queste parole: «Holodeck permette agli insegnanti di avere strumenti più efficaci per il loro importante lavoro, e agli studenti consente di apprendere concetti complessi molto più velocemente e facilmente».

«La realtà virtuale arriva come ulteriore strumento di apprendimento per i nostri ragazzi. Questo ingresso porta verso una duplice direzione: l’utilizzo di nuove tecnologie che agevolino il “teaching and learning” come processo cooperativo di apprendimento, e la crescita di consapevolezza che queste tecnologie sono ormai pronte anche per usi che vadano oltre l’intrattenimento.” Commenta Mauro Bordignon, preside di H-International School Treviso e coordinatore didattico H-IS, “E’ sempre importante ricordare che si tratta di strumenti, e non di fini: la scuola è proprio l’ambiente che in assoluto ne può fare un uso ponderato e congruente con le fasi di crescita; i docenti ne decidono l’uso, lo dirigono e monitorano l’apprendimento che ne deriva».

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