Montebelluna, dopo quattro mesi riapre l’asilo nido comunale

Le attività sono state ripensate in modo da garantire l’applicazione di tutte le misure anticontagio da Covid-19

L'interno dell'asilo

Ha aperto le porte a 35 bambini, l’asilo nido comunale di Montebelluna. Giornata da ricordare, quella di oggi, a Montebelluna, dove la struttura comunale di via San Pio X, dopo quattro mesi di chiusura forzata, è tornata in attività. Un risultato non scontato per un servizio che l’amministrazione comunale ha voluto fortemente riaprire così da garantire un utile supporto a quelle famiglie che si trovano nella condizione di dover assicurare un accudimento ai propri figli durante le ore di lavoro dei genitori. La riapertura è stata possibile grazie soprattutto al lavoro degli educatori, degli operatori dei servizi sociali e del personale ausiliare che – in tempo record, considerato che l’ok ufficiale a livello nazionale e regionale per la riapertura delle strutture rivolte ai minori è arrivato poco più che due settimane fa – sono riusciti ad adeguare la struttura dal punto di vista organizzativo e gestionale alle disposizioni attuali.

Lo sforzo si è concentrato soprattutto nell’organizzare spazi e tempi in modo che siano rispettate non solo le disposizioni attuali, ma anche che siano evitati gli assembramenti. Le attività dell’asilo nido sono state ripensate in modo da garantire l’applicazione di tutte le misure anticontagio da Covid-19, così come previsto dall’Ordinanza regionale del 4 giugno u.s. (OPRG n. 56/2020). In particolare, le “Linee Guida per la riapertura dei servizi per l’infanzia e l’adolescenza 0-17 anni”, approvate della Regione del Veneto, prevedono la sottoscrizione di un protocollo di reciproca responsabilità tra ente gestore e famiglia da sottoscrivere obbligatoriamente prima dell’inizio della frequenza al servizio.

Il primo cambiamento, rispetto alla gestione “pre-Covid” è stato infatti la riduzione del numero di bambini ospitabili, dimezzato per rispettare le norme, e che è passato da 72 ai 35 di oggi. Rispetto agli orari, il servizio, che sarà aperto da lunedì 29 giugno a venerdì 31 luglio 2020, prevede l’organizzazione delle attività in piccoli gruppi di bambini (max. 5) con spazi adeguati e separati al fine di promuovere il distanziamento interpersonale e in modo da evitare il più possibile contatti tra i diversi gruppi. Le attività si svolgeranno per la maggior parte del tempo all’aria aperta, sfruttando l’ampio giardino a disposizione del nido e che è stato adeguatamente suddiviso in modo che ciascun gruppo di bambini ne possa usufruire in modo autonomo e senza commistioni con gli altri.

Spiega l’assessore ai servizi sociali, Antonio Romeo: «Il tanto atteso servizio di asilo nido riprende oggi e, per amministrazione e addetti ai lavori, rappresenta una grande sfida come del resto lo sono tutte le nuove riaperture dopo l’emergenza Covid-19. Quello del nido, se possibile, lo è anche di più, perché rappresenta un servizio preziosissimo per tante famiglie già messe a dura prova durante il periodo di lockdown. Di qui la volontà dell’amministrazione comunale di fare di tutto perché la struttura potesse ripartire in modo adeguato e sicuro. Si è lavorato su più fronti, investendo ulteriori risorse a favore del servizio per il quale il Comune ha impegnato circa ulteriori 15mila euro, ma anche sul piano logistico ed organizzativo per il quale ringrazio sia le educatrici, i collaboratori e le collaboratrici della struttura, che il personale del Comune, ed in particolare quello dei Servizi sociali che in questi mesi ha gestito una mole di lavoro senza precedenti per poter far fronte alle innumerevoli e richieste connesse con l’emergenza».

ALTRE MISURE - Gli orari di ingresso e di uscita sono differenziati per ogni singolo gruppo, in modo da evitare assembramenti nell’area di parcheggio. Ad ogni gruppo viene assegnata una specifica area di parcheggio (P1 o P2) in cui sostare con l’auto solo il tempo necessario per consentire l’ingresso o l’uscita del proprio figlio/a dal nido. I genitori o accompagnatori non posso entrare nella struttura, ma si limitano a consegnare i bimbi (uno per volta) nell’area di accoglienza all’educatrice presente. E’ compito di questa educatrice procedere con la sanificazione delle mani ed il cambio delle calzature ai bimbi prima di portarli nella propria aula, dove ci sarà l’educatrice di sezione ad aspettarli.

La stessa procedura deve avvenire anche all’uscita, è il personale del nido ad andare a prendere il bambino/a in sezione e consegnarlo al genitore/accompagnatore in attesa nella zona accoglienza. I minori possono essere accompagnati da un genitore per volta, è preferibile che sia sempre lo stesso genitore o la stessa figura di riferimento.

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Al fine di tutelare la salute dei soggetti più fragili, è preferibile che gli accompagnatori non siano persone con più di 60 anni. Prima dell’ingresso, il personale procede alla misurazione della temperatura corporea a tutti i bambini, se superiore a 37.5°C non è possibile ammettere il minore nella struttura.

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