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Protesta degli studenti fuori dal liceo Canova (Foto d'archivio)

Protesta degli studenti fuori dal liceo Canova (Foto d'archivio)

Scuole superiori chiuse a gennaio: «In Veneto progettualità pessima»

Rete Studenti Medi del Veneto attacca la Regione: «Non è rispettoso comunicare la proroga della chiusura con soli tre giorni di anticipo. Famiglie, studenti e docenti in difficoltà»

«Il Veneto è tra le prime regioni in Italia per numero di contagi e morti da Covid: già da tempo critichiamo la mala gestione degli ultimi mesi che ha riportato nel nostro territorio una tasso di contagi così alto. La pianificazione del rientro a scuola non è stata da meno - dichiara Tommaso Biancuzzi, coordinatore della Rete degli Studenti Medi del Veneto - dalla risoluzione del problema dei trasporti, alla riqualificazione degli spazi, alle politiche sui tamponi a tappeto per personale, docenti e studenti. In Veneto si è fatto ben poco e questa è stata l'inevitabile conseguenza: un altro mese con scuole chiuse e migliaia di studenti a seguire le lezioni online, come se non avessimo già pagato abbastanza».

Proroga della Dad fino al 1 febbraio

«Studentesse e studenti da mesi si sentono promettere un prossimo ritorni dietro ai banchi, scaglionato sì, ma che permetterebbe di recuperare l'aspetto fisico della scuola, intervenendo sui numerosi fenomeni di disagio che la didattica online sta creando e amplificando. Non è rispettoso nei confronti di studenti, docenti e famiglie comunicare la proroga della chiusura delle scuole con soli tre giorni di anticipo, anche se vista la mancanza di pianificazione era inevitabile. Se di rientro si parla vogliamo un'organizzazione ed un piano serio, costruito insieme alle parti in causa, con dei progetti a lungo termine - conclude Martina Buffolo, della Rete degli Studenti Medi del Veneto - sappiamo da quasi un anno che tornare a scuola durante una pandemia non è semplice, come mai siamo arrivati a gennaio senza un piano strutturato per un vero rientro in sicurezza? Dopo aver già riaperto per chiudere a settembre ci aspettavamo che Regione e Governo avessero imparato la lezione. Vogliamo tornare a scuola, ma vogliamo farlo con tutele e certezze: se continuiamo così i danni della Dad e dell'amministrazione Zaia potrebbero essere più ingenti del previsto».

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