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L'istituto Riccati (Foto d'archivio)

L'istituto Riccati (Foto d'archivio)

Studenti senza aule al Riccati: scontro tra Provincia e dirigente scolastico

Il presidente Stefano Marcon critica le dichiarazioni della dirigente del Riccati spiegando quali siano le vere responsabilità della Provincia in questa spinosa vicenda

«E’ doverosa la corresponsabilità, ma nel rispetto dei ruoli e delle norme». Con queste parole il presidente della Provincia di Treviso, Stefano Marcon, ha commentato lo scottante problema della carenza di aule all'istituto Riccati.

«Purtroppo è avvenuta una distorsione dei fatti da parte della dirigente del Riccati-Luzzatti che ha scaricato sulla Provincia le colpe di una situazione della quale è attrice fattiva e facendola risultare vittima “rigonfia di amarezza”. Non voglio farmi trascinare dalla polemica – continua Marcon – e mi limito ai fatti, in semplici 5 punti, per fare chiarezza. La dirigente Mattana ha chiesto alla Commissione di Distretto Formativo a settembre 2014 l’attivazione di un nuovo e ulteriore indirizzo di studio  e precisamente Liceo Economico Sociale (LES) da attivarsi dall’anno scolastico successivo e precisamente 2015/2016. A tal proposito - prosegue Marcon - le linee-guida della Regione Veneto prevedono tra le varie procedure che il dirigente scolastico dichiari nella richiesta di attivazione del nuovo indirizzo quanto segue “risultare compatibili con le strutture, le risorse strumentali e le attrezzature esistenti o disponibili non solo per quanto riguarda il primo anno, ma per l’intero percorso formativo”, condizione ribadita anche nelle linee-guida successive. La dirigente scolastica infatti nella richiesta per l’attivazione del nuovo indirizzo, del 22 settembre 2014 ha dichiarato che l’istituto “è strutturalmente dotato di spazi, laboratori, attrezzature di comunicazione e tecnologie all’avanguardia ed in grado di proporre un’offerta formativa articolata di livello superiore”. Premesso quanto sopra - continua il presidente Marcon - la Provincia a fronte della richiesta di nuovi spazi sin dallo scorso anno ha convocato un tavolo con i dirigenti scolastici del Campus di San Pelaio per ricercare all’interno dello stesso, come da consolidata collaborazione, delle soluzioni, ma non essendoci un decremento di classi in nessun istituto, non è stato possibile individuare spazi inutilizzati e per tale ragione si è proposto di allocare le classi in esubero del Riccati-Luzzatti nel fabbricato in uso al Giorgi in via Ghirada. Va detto, infine, che le iscrizioni alla scuola dell’obbligo stanno subendo un decremento importante e, per l’effetto trascinamento, già nei prossimi 2-3 anni anche nella scuola superiore il numero degli iscritti diminuirà. E’ pur vero – precisa il presidente della Provincia - che tale decremento non sarà uniforme su tutti gli istituti in quanto condizionato dalle scelte delle famiglie, dagli indirizzi di studio e dalla logistica degli istituti, la città per tali ragione sarà probabilmente ancora ambita dagli studenti e quindi gli istituti del centro storico non subiranno tale effetto. Sottolineo che è stato anche aperto un tavolo con il Comune di Treviso, che ha competenza per la scuola dell’obbligo, con il compito di monitorare il decremento degli studenti nella scuola primaria e secondaria di primo grado che comporta la minor occupazione di tali edifici utili alle doverose valutazioni logistiche e didattiche per gli anni futuri. Questi sono fatti, non inutili “arrangiamenti”» chiude Marcon.

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