Scuole superiori, due nuove sedi nella Marca: «Pronte a settembre»

Previsto il recupero della sede Giorgi-Fermi in zona Ghirada. A Castelfranco sarà recuperato il padiglione dell'ospedale San Giacomo. 39.612 studenti inizieranno l'anno in presenza

In foto il presidente della Provincia, Stefano Marcon, e la dirigente dell’Ufficio Scolastico Provinciale, Barbara Sardella

Martedì 21 luglio il presidente della Provincia, Stefano Marcon, e la dirigente dell’Ufficio Scolastico Provinciale, Barbara Sardella, hanno presentato il piano per la ripresa delle scuole superiori nella Marca in vista dell'inizio del nuovo anno scolastico a settembre.

La novità più importante è la creazione di due nuove sedi che serviranno ad agevolare il rientro in classe degli studenti. I lavori sono iniziati in queste settimane e dovrebbero concludersi entro il 14 settembre a tempo di record. «Si tratta di due interventi straordinari - ha esordito il presidente della Provincia, Stefano Marcon - Il primo riguarda il polo di Treviso dov'è previsto il recupero della sede Giorgi-Fermi in zona Ghirada ed è in corso di valutazione l’ipotesi di creare nuovi spazi all’istituto Turazza per il futuro. La sede Giorgi-Fermi, in Via Medaglie d'oro, ad oggi sotto-utilizzata verrà messa a disposizione dell'istituto Besta di Treviso, con 19 nuove aule, 2 aule di interscambio e 2 nuovi laboratori oltre alla palestra già esistente e alla bonifica del tetto in amianto già eseguita. Resta da risolvere il problema viabilità che rischia di andare nel caos al momento della ripresa delle lezioni. L'arrivo di un migliaio di nuovi studenti in una zona già molto trafficata rischia d'essere un serio pericolo alla viabilità della zona Ghirada. La Provincia ha già preso accordi con Mom per favorire il servizio navette.

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Il secondo intervento straordinario in programma (e anche il più impegnativo) riguarda però il polo di Castelfranco Veneto. Qui sono iniziati da poco i lavori per il recupero di un padiglione dell'ospedale San Giacomo che vedrà la creazione di 23 aule, 4 laboratori e due uffici dal nulla. «Una vera corsa contro il tempo - continua Marcon - Resta da chiarire quali classi andranno ad occupare la nuova sede al  San Giacomo. Per il polo di Oderzo si è trovata la disponibilità per alcuni locali di proprietà del Comune nell'edificio delle associazioni. Per il polo di Montebelluna, sono state ricavate 4 classi nel Palazzo Piva a Valdobbiadene mentre le 2 aule mancanti del Maffioli si ricaveranno da un accordo tra Einaudi e Levi-Maffioli. Con una serie di interventi straordinari, la stragrande maggioranza degli istituti potrà ospitare gli studenti senza stravolgimenti. In questi due mesi, dunque, la Provincia di Treviso attuerà diversi interventi come, ad esempio: rimozione di pareti per creazione nuove aule più capienti, oppure l'ampliamento di locali per la didattica, installazione di pareti fisse o mobili per utilizzo di locali già esistenti, ma con dimensioni diverse, adeguamento impianti elettrici e meccanici per nuovi spazi didattici (aule e laboratori), lavori di adeguamento utili a garantire il distanziamento negli spazi, comuni es. zone di ingresso/uscita, scale antincendio, vie di esodo, sistemazione infissi con richiesta di blocchi per finestre. Inoltre, sono stati messi a disposizione già prima dell’emergenza Coronavirus 1.425 banchi 70 x 50 con gara già bandita. Per le nuove richieste, le scuole sono state invece invitate ad inviare la richiesta di arredi al Commissario straordinario.

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MILLE STUDENTI IN PIÙ DEL 2019

Il nuovo anno scolastico nelle scuole superiori della provincia di Treviso partirà con 39.612 studenti e 1.706 classi. Rispetto allo scorso anno, si conta dunque un aumento di 1044 studenti. In questi mesi la Provincia ha incontrato, assieme all’Ufficio Scolastico Provinciale, tutti i dirigenti scolastici dei 37 istituti distribuiti in oltre 90 edifici su tutto il territorio. Prima in un’assemblea plenaria, dove sono state raccolte tutte le esigenze, poi in riunioni singole per poli scolastici. Lunedì 20 luglio tutte le scuole superiori hanno fatto pervenire alla Provincia le richieste di adeguamento degli spazi finalizzati alla messa in sicurezza e protezione di studenti, docenti e personale scolastico contro il Covid-19. «Con soddisfazione presentiamo dunque la soluzione trevigiana per la quale ringrazio i dirigenti scolastici e la Provincia che assieme a noi hanno lavorato per cercare assieme a noi la soluzione per far iniziare l’anno in presenza. Per quanto riguarda l’organico, è stata inviata la richiesta in base al monitoraggio regionale. E se le richieste saranno soddisfatte, possiamo pensare a una ripartenza serena - ha concluso Barbara Sardella - Il nuovo anno scolastico non inizierà con metà alunni in classe e metà a casa. Sarà implementata l'alternanza scuola/lavoro, verrà introdotta l'educazione civica e gli studenti che non potranno rimanere in classe potranno seguire comunque laboratori e iniziative rimanendo in presenza a scuola».

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