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La storia di Astro il micio trevigiano più famoso

Sono dei compagni di vita meravigliosi in grado di riempirci d’amore. le avventure del trovatello di Castelfranco

Un animale amatissimo in Italia e anche a Treviso, tanto da essere celebrato con un'apposita giornata a lui dedicata. Per gli amanti dei gatti ogni giorno è perfetto per dedicargli le coccole e le giuste attenzioni. Se siete tra coloro che non riescono a resistere al tenero musetto o alle simpatiche espressioni dei felini, questo giorno è perfetto per celebrare degnamente il vostro amico a quattro zampe. Come? Facendolo sentire la star della casa e assicurargli il massimo del comfort.

Si chiama Astro il gatto trevigiano  più famoso 

Astro è un gattin becero trevigiano che negli ultimi mesi ha tenuto centinaia di persone in attesa delle sue avventure, un po’ reali e un po’ strampalate, su “MaraMeow“, il gruppo Facebook dedicato agli amanti dei gatti. Si tratta di un micio tigrato che, grazie alla sua coinquilina Chiara Tessarolo (ribattezzata da lui Fringuy), fa sorridere ma anche commuovere tutti coloro che lo seguono. I suoi dialoghi, in dialetto veneto-felino-petèl, sono così accattivanti che alla fine sono considerati come una sana medicina da diluire in un sorriso nei momenti più cupi. Ma lui, il bel ciciun supareroe, vive nel più totale menefreghismo, tranne per le volte in cui aspetta un po’ di ‘parmigiolano’ o la ‘tortadesardele’ .

Mai come in questi tempi pandemici i nostri adorati quattrozampe sono stati importanti per regalarci gioia. Un’educatrice trevigiana ha trasformato il suo micio in un intrattenitore fenomenale. Che dai gruppi Facebook dei “gattari” doc è approdato in libreria "Per Aspera ad Astro" Edizioni Smasher di Giulia Carmen Fasolo, e il Corriere della Sera gli ha dedicato un lungo articolo.

"Ciao, messon Astro”. Ciao, io sono Astro. Comincia cosi? la storia di un gatto che tiene centinaia di persone in attesa delle sue avventure, ora in una pagina Facebook molto seguita chiamata Astro e la Fringuy..

Astro è un tigratino molto bello di tre anni che vive a Castefranco, e? un gatto fortunello: recuperato neonato in una busta di plastica, adottato quando le tocco? il naso con il naso. E' diventato il gatto più famoso del Veneto grazie a Chiara Tessarolo, maestra in una scuola d'infanzia. “Dopo aver perso Cosmo, cercavo un altro amico a quattro zampe - spiega Chiara -. Grazie all’Enpa di Conegliano ho adottato due cuccioli che avevano bisogno di casa. Due trovatelli, abbandonati in una borsa di plastica a Vittorio Veneto.

Cosi? si racconta il micio in un adorabile trevigiano inventato: «Messono nato a Vittorio Veneto che, noppedire, e? uno dei posti piu? bbelli del Veneto. La mia mama gata nomme la ricordo perche? quando ci hanno dato alla mia mameta di plastica ci avevavimo ancora i codone ombelicolale apeso alla panciota. Vabbe?, io ala mia mameta borseta di plastica civvolevo ben, solo chellei ci abbraciolava tropo streti e cimmancava iffiato….».

Un po’ strafottente, un po’ ingenuo, Astro e? capace di strappare un sorriso anche nei momenti piu? cupi, incarna l’essenza del gatto nel suo dolce modo di essere.

La festa del gatto: le origini

Oggi è la festa nazionale del gatto, con oltre 7 milioni di mici domestici che riceveranno coccole speciali da parte dei loro amici umani. Questi felini hanno infatti ormai riempito le case degli italiani, grazie a quell'alone di fascino e mistero che, fin dall'antichità, li accompagna. Basti pensare a quel vero e proprio culto che avevano nei loro confronti gli antichi Egizi, con la dea Bastet, non a caso, rappresentata con il corpo da donna e la testa da gatto.Advertisement

Il 17 febbraio è la Giornata del gatto, nata in Italia nel 1990 (nel mondo si festeggia invece l'8 agosto). La scelta di farla cadere il 17 febbraio è dovuta a due ragioni: innanzitutto febbraio, secondo una vecchia tradizione, è il "mese dei gatti e delle streghe" per antonomasia, in secondo luogo perché il 17 è comunemente associato alla sventura, un luogo comune che ha accompagnato i gatti almeno fin dal Medioevo. Fortunatamente, però, la superstizione secondo cui questi felini porterebbero sfortuna è oggi quasi del tutto scomparsa, con i gatti che, grazie alla loro propensione a legarsi agli esseri umani, sono stati accolti all'interno della propria abitazione da un numero sempre maggiore di persone.

Ecco i miti da sfatare dei gatti

Ha 7 vite
I gatti, nonostante la loro piccola stazza, sanno cavarsela egregiamente in molte situazioni, questo è motivo per il quale si ritiene che abbiano sette vite. Hanno un sesto senso molto sviluppato, possono muoversi agevolmente nella penombra, sono ottimi cacciatori, sanno atterrare “in piedi” pure cadendo da altezze elevante, fanno salti acrobatici, sanno ritrovare la via di casa, sono molto agili e ultimo ma non meno importante sono animali molto puliti, una prevenzione non trascurabile.

Il carattere dipende dal colore del mantello
È un collegamento che non ha nessuna base scientifica ma alcuni ricercatori sostengono che ci sia un legame tra il livello di melanina (che dà il colore) e quello di dopamina (che regola, tra le altre cose, la sensazione di piacere). Ogni gatto ha una personalità a sé ma i proprietari in generale riportano che i gatti chiari, i rossi e i maschi sono più tranquilli e socievoli, i tricolore i più lunatici, i gatti scuri i più misteriosi e intraprendenti.

È un animale pigro
Secondo i comportamentalisti felini, il gatto non soffre di solitudine ma può soffrire di noia: il suo corpo atletico a un apparto sensoriale sensibile, richiedono che abbia sempre qualcosa da fare per il suo benessere psicofisico.

  • ama guardare fuori dalla finestra: per farlo felice basta creare un punto di osservazione utilizzando uno scaffale, una libreria o anche una sedia;
  • ama infilarsi in "tane" in cui rifugiarsi. Basta un semplice cartone con un foro di entrata;
  • gli piace scrutare la casa dall’alto. I gatti hanno infatti una visione a 200 gradi, a differenza dell'uomo che si ferma a 180. 

Non ama l’acqua
È un credo diffuso che i gatti abbiano paura dell’acqua: in realtà, come tutti i felini, sanno muoversi bene nell’ambiente acquatico. Non amano l’acqua, perchè il pelo bagnato li rende più pesanti e goffi, il loro olfatto molto sviluppato non sopporta le profumazioni dello shampoo e l’acqua fredda non gli piace perchè abbassa la temperatura corporea.

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