Zaia vincitore, Damiano: «La vera autonomia? Dire no ai diktat di pochi, OMS in primis»

Lorenzo Damiano dei Pescatori di Pace si complimenta con il governatore ma chiede di «ripristinare la pace destabilizzata da organi non governativi. Può realizzare il sogno dei veneti e di tutti gli italiani ma lo può fare veramente solo se si stacca dal Deep State, élite, Cina e l’Oms»

Con la vittoria di Luca Zaia in Regione si apre ora, secondo Lorenzo Damiano leader dei Pescatori di Pace e responsabile delle attività economiche e diplomatiche di pace APF, una strada in discesa per il governatore che può spingere per l’autonomia ma anche osare un po’ di più. Spiega Damiano: «Sono felice del risultato del governatore che con il terzo mandato sancisce un rapporto di amicizia e fiducia instaurata con il popolo veneto. Probabilmente il fatto di essere recentemente uscito allo scoperto sul Covid e il fatto di aver continuato la gestione della crisi slegandosi da Crisanti, uomo legato già a Bill Gates, ambiguo magnate statunitense dalla sfera di cristallo che tra antivirus e vaccini ha creato un impero sulla pelle anche dei bambini, ha fatto in modo che in molti delusi da una Lega pigra e abbondante di franchi tiratori, abbiano optato comunque per la sua figura. Una investitura che ora per Zaia significa solo una cosa: la possibilità veramente di battere i pugni contro le istituzioni non governative quali l’Oms».

«Autonomia? Distacco da organismi sovranazionali»

Damiano, infatti, invita il governatore a un passo importante: «Il Veneto deve tornare a sorridere:  l’economia, la sanità e i servizi devono tornare a livelli eccellenti. Il Veneto se lo merita e il governatore è l’uomo giusto: gode della fiducia dei cittadini, è solido e ha dimostrato nell’ultimo periodo di staccarsi da certe scelte precedenti prone al sistema terroristico mediatico del Covid. A questo punto ha in mano i numeri per realizzare il sogno di veneti che hanno chiesto l’autonomia e, se riuscirà nell’intento, la Regione decollerà nuovamente. Attenzione però: perché tutto questo può accadere – chiarisce Damiano - se ci si libera dalla paura mediatica del virus che, lo ripetiamo, non ha mai avuto i numeri, se non, come ha confermato lo stesso Zaia, magari gonfiandoli con morti avvenute per altre cause. Unico politico a rilasciare questa notizia che mette in discussione tutto l’apparato gestionale del virus. Autonomia ora può significare, dunque, allontanamento dalle scelte politiche legate a organismi sovranazionali come l’Oms che hanno sede in Svizzera o a Stati molto lontani da noi, non solo geograficamente ma anche come modus vivendi, come la Cina. Il popolo veneto e italiano non può dipendere e avere scambi commerciali con uno Stato sospettato di aver creato questo progetto. Il peso della verità sulla crisi Covid, la più grande trappola mediatica della storia, non sarà solo sulle sue spalle ma condiviso da chi lo ha votato: auspico che questa vittoria straordinaria permetta al governatore di essere realmente libero e così, mutatis essendi, che dia anche segnali importanti di fede cristiana e cattolica: preghiamo Dio che lui possa staccarsi da chi è nel torto, che possa allontanarsi dalla menzogna dunque, magari confrontandosi anche con uomini della Chiesa che riconoscono veramente la Risurrezione, la potenza e la misericordia di Cristo per trovare una nuova soluzione al problema migranti, affinchè il tema venga trattato in modo giusto senza pesare su una società già martoriata da scelte politiche corrotte da associazioni non governative».

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«Il comunismo è finito»

Infine Damiano chiude con un augurio: «Che Zaia continui nel cammino della Verità: aspettiamo un Veneto libero, forte e coraggioso, che ritorni a paternità e maternità nell’educazione dei bambini guidati dai genitori e non terrorizzati da scelte imposte. Nella scuola torni con fermezza la materia della fede: perché quella di oggi è una battaglia innanzitutto spirituale. Che questo mandato diventi per lui e per tutti gli uomini di buona volontà un percorso di catarsi dove la paura deve essere sostituita dalla gioia, nell’aiutare il fratello più debole, la tirannia dalla pace e dal confronto, lontano da interessi di poche èlite ma al servizio esclusivo del territorio e del popolo. Che sia esempio Zaia di coraggio: mai più ricatti dalle strutture sovranazionali, mai più ricatti da Paesi quali la Cina. Vogliamo vedere il governatore sorridere insieme al popolo veneto. Con questo mandato può interrompere il comando di questo governo, dei 5stelle, del Pd. Il comunismo è finito e non vogliamo certo il comunismo cinese e nemmeno interferenze del governo cinese nell’economia del nostro Paese».

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