Le conseguenze del Covid sul mercato del vino

Ernesto Balbinot: «Valori, vicinanza alla forza vendita e rapporti umani per uscire dalla crisi»

In queste settimane tornano ad aleggiare i timori per le conseguenze del Covid-19 anche sul mercato del vino, ma le cantine trevigiane
riescono a mantenere la rotta, non senza qualche difficoltà. Merito del grande appeal di cui gode il prosecco in tutto il mondo, ma non solo. In questo clima d’incertezza, la vera forza viene dal territorio, insieme alla capacità di mantenere i contatti e di relazionarsi con i clienti, ma anche con i collaboratori, i distributori e i fornitori.

Ernesto Balbinot, titolare della Società Agricola Le Manzane, guarda con fiducia al futuro e traccia un primo bilancio dell’anno che sta per
concludersi. «Dal punto di vista economico - spiega Balbinot - la cantina Le Manzane ha iniziato il 2020 registrando un trend positivo con vendite in percentuali superiori agli anni precedenti del 10%, ma poi a causa delle chiusure i margini positivi si sono annullati e ci siamo trovati a fine maggio con cali di fatturato importanti vicini al 30%; il margine negativo, poi, si è ridotto di oltre la metà e confidiamo di chiudere l’annata con un dato negativo ad una cifra attorno al 7-8%. Per fortuna negli anni siamo riusciti a costruire una rete di collaboratori validi che a sua volta ha dei clienti seri: un binomio che ci ha fatto lavorare bene nei periodi successivi alla primavera e continua a farci lavorare tuttora. I rapporti umani saranno, in questo periodo, l’arma vincente per uscire da una situazione di mercato un po' malconcia ».

La vendemmia 2020

Notizie incoraggianti arrivano dal tesoro più prezioso dell’azienda, la vigna, che, in una vendemmia 2020 faticosa per il rispetto delle norme anti-Covid, come la raccolta a filari alterni, il mantenimento delle distanze, le mascherine e la vigilanza, alla fine si è conclusa
molto bene per la buona qualità delle uve portate in cantina. «Infatti - dichiara Balbinot - in un’annata calda e particolarmente piovosa, i nostri vigneti posizionati perlopiù in colline con decisi pendii ha sfavorito i ristagni d’acqua ed una particolare esposizione ai venti ha
mantenuto viti ed uve asciutte permettendo una buona maturazione delle stesse; inoltre, importanti escursioni termiche hanno favorito una carica aromatica che andremo a trovare sui vini in un prossimo futuro rendendo ancora una volta i microclimi del territorio del
Conegliano Valdobbiadene importanti per lo spumante più amato al mondo».

Azienda tra le più dinamiche del panorama enologico del Conegliano Valdobbiadene, attenta ai valori come il rispetto del territorio, la sostenibilità in vigna e in cantina, si fa promotrice di iniziative a favore della comunità come le vendemmie solidali a favore dei reparti Covid della Marca Trevigiana.

Le fiere

Il rinvio di alcune fiere di settore come il Merano WineFestival preoccupa per «il mancato momento di confronto e di incontro con i clienti». «Mi giunge, inoltre, notizia - continua Balbinot - di restrizioni anche per la prossima edizione di ProWein in Germania che  dovrebbe svolgersi in marzo 2021, restrizioni riguardanti il numero contingentato di persone agli stand, sia di operatori sia di visitatori, che non rasserenano proprio gli animi.
A mio avviso le fiere sono momenti di lavoro, ma anche momenti simpatici. Se non c’è convivialità e serenità meglio non farli».

Prosecco Rosè

Nonostante il periodo delicato l’azienda non si ferma e ha in cantiere alcune novità. «Stiamo spumantizzando il Prosecco Doc Rosé che verrà distribuito a partire da gennaio 2021. Ci siamo accodati a quella che molti definiscono “una moda”, ma abbiamo voluto aggiungere questa referenza per far capire ai nostri collaboratori che siamo attenti e sensibili a ciò che succede creando condizioni commerciali adeguate alle esigenze del mercato. Inoltre, in cantina sono comparsi da qualche mese dei tonneaux dove sta
riposando ed affinando un vino bianco autoctono, ma questa novità sarà motivo di prossime riflessioni».

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