I Soci dea Bira producono una rarità: la birra di castagne

Ogni autunno i ragazzi di Cavaso del Tomba fermentano la specialità bionda che profuma di marroni

Pionieri in Italia nella produzione artigianale birraia, ogni autunno presentano la nuova bionda che profuma di marroni. Malphàpana, prim'ancora di essere una birra, è un pezzo di storia birraia. Difatti codesto nettare di marroni rappresenta il primordiale esemplare di birra alle castagne in Italia e nel mondo.
Farcita di castagne marroni IGP del Monfenera, la ricetta appartiene ai Soci dea Bira di Cavaso del Tomba, primo e storico homebrewers club italiano (1993) capitanato da Paolo de Martin.
A berla è amore al primo sorso. Un amore contagioso, perfetta per una chiacchiera tra amici di boccale in boccale. 

Malphapana –  birra di castagne
Le birre italiane alle castagne sono rare, rintracciabili sul mercato solo col lanternino. Le Chestnut nostrane in passato era tante e diverse tra loro: c’erano quelle prodotte con farina di castagne, quelle che impiegavano miele di castagno e quelle realizzate con castagne intere essiccate, secche, o addirittura in forma di caldarroste.

Anche se oggi sono quasi una rarità, queste birre hanno caratterizzato un lungo periodo di birra artigianale in Italia. Come ricorda Kuaska, che ha sempre avuto molto a cuore l’argomento, i primi esperimenti italiani in tal senso risalgono all’inizio del nuovo millennio: la prima Chestnut fu la Malphapana, creata dal gruppo trevigiano dei Soci dea Bira e raccontata nel 2001 da Paolo De Martin (uno dei suoi membri) sulla rivista di Unionbirrai. All’epoca la rivista era uno dei principali organi d’informazione per i birrai italiani, dunque non è escluso che quella birra ispirò tante altre produzioni con castagne che seguirono negli anni successivi.

Soci dea Bira

I Soci in antico dialetto veneto oltre che i compagni in un'impresa, sono quelli che, tra loro, se la intendono. E se ne intendono: coloro che condividono qualcosa su cui la sanno lunga. Das noi poi c'è l'abitudine di farsi tutto da sé, in casa. Salumi, vino, sidro, grappa e distillati. Mancava la birra: ecco che un gruppo di amici della Pedemontana trevigiana inaugurano una nuova tradizione e nel 1993 diventano i Soci dea Bira, un celebre club di pionieri della birra artigianale, ancora esistente.

Per Paolo De Martin tutto inizia lì: l'ABC della produzione birricola appreso da uno storico collaboratore della Birreria Pedavena, l'apprendistato in Germania sotto l'attento controllo del mastro birraio Wolfgang Laschinger, presso la birreria/malteria Brauerei Wimmer di Bruckberg, il master universitario in tecnologia birraia, sempre in terra tedesca, a Weihenstephan, che gli consegna il titolo di Mastro Birraio e Mastro Maltatore.
E poi via a girare il mondo per conoscere le tipologie di birra, le diverse metodologie produttive, imparare come si fanno come si usano gli impianti: Francia, Australia, Belgio, Gran Bretagna, le cattedrali.

L'hobby poco a poco diventa un lavoro: Paolo cresce insieme ai guru italiani della birra, fa il giudice nei primi concorsi tematici nazionali, produce best-seller come la birra di castagna. Il suo nome circola sempre di più nell'ambiente fino a vincere concorsi ed essere conosciuto a livello mondiale tra gli appassionati di birra.

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