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Arte e vini autoctoni: gli artisti dipingono tra i vigneti

A Ca' di Rajo si unisce la pittura sotto antichi filari alla degustazione delle prestigiose etichette della cantina

Degustare un calice di vino e ammirare gli artisti dipingere sotto alla Bellussera, un monumento naturale fatto di filari che si sviluppano a oltre tre metri di altezza da terra. Creatività e vini di qualità si incontrano a San Polo di Piave, un’intera giornata all'insegna dell’arte, della fantasia, del benessere tra la natura.

Domenica 30 maggio, dalle ore 10 alle 18, Ca’ di Rajo ospita un imperdibile evento all’insegna dell’arte e dei vini autoctoni come Raboso, Manzoni Bianco e Rosa e Marzemina Bianca ma anche della novità del momento: il Prosecco Doc Treviso Rosé.

Gli artisti dipingeranno le loro opere sotto le “volte” dei filari germogliati che si preparano ad ospitare altri eventi all’aperto, come “Bellussera sotto le stelle”, il ciclo di degustazioni in vigna che animerà le serate di Ca’ di Rajo -  a partire da fine maggio – per tutta l’estate.  La signora Renza accoglie e fa da guida nell’azienda vinicola tra storia, con la chiesa e la torre esterna, l’arte, con gli artisti che hanno dato colore, suggestione e forma pittorica a molti oggetti della cantina, e soprattutto il vino, da scoprire nei colori, nei sentori e nelle note gustative dei vari vitigni.

Cos'è la Bellusera patrimonio storico da custodire

Il sistema di coltivazione della vite a Bellussera, detto anche a raggi, è un antico sistema diffuso principalmente in Veneto e messo a punto dai fratelli Bellussi di Tezze di Piave alla fine dell’800, per combattere il flagello della peronospora. La Bellussera prevede un sesto di impianto ampio dove pali in legno di circa 4 metri di altezza sono collegati tra di loro da fili di ferro disposti a raggi.
Nonostante questo metodo di coltivazione sia ormai caduto in disuso e soppiantato da sistemi di allevamento meccanizzabili, Ca' di Rajo ancora oggi ricava grande parte della propria produzione da vigneti coltivati a Bellussera, impegnandosi con grande passione ad esaltarne il valore e l’unicità. Questi vigneti rappresentano un patrimonio storico da custodire, perché su di essi si fonda la memoria della nostra identità e la tipicità del territorio.

Soc. Agr. Ca’ di Rajo

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Nel cuore di una terra tra le rive del Piave, fiume sacro alla patria, ove in passato affioravano estesi ghiaieti e foreste di querce, sorge l’Azienda Agricola Ca’ di Rajo. (Rajo nome antico di Rai). Una storia di vignaioli legati a filo doppio con la tradizione sorretti e guidati dall’amatissima chiesetta della Madonna del Carmine. Le colonne del convento a lei annesso furono trovate murate direttamente nel casolare e una data incisa, 1507, testimonia da quanto tempo affondano le radici della famiglia Cecchetto. Nel 1960 allora mezzadri di Giol trasformano la nuda terra in vigneti di pregiate uve e col sudore del proprio lavoro nei 1972 ne diviene proprietaria.

La cantina - Immersa nella pianura circondata di vitigni sorge la cantina rigorosamente atta alla produzione e conservazione dei vini mantenendone le temperature ideali. La cantina, costruita in stile moderno, rispettando l’architettura tipica della zona del Piave, è dotata di moderne attrezzature per la vinificazione. Mani sapienti ed attente trasformano il frutto di questa terra in vini di alta qualità. Tra questi il Prosecco Spumante Cuvèe Brut, Prosecco Spumante Extra Dry, Prosecco Frizzante, Rosè Frizzante, Pinot Grigio, Pinot Bianco, Chardonnay, Verduzzo, Sauvignon Blanc, Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc, Merlot e Raboso.

L’evento del 31 maggio è ad ingresso gratuito e si svolgerà nel rispetto delle normative vigenti. Indirizzo: cantina Ca’ di Rajo, via del Carmine 2/2 a Rai di San Polo di Piave (TV).

Per informazioni: www.cadirajo.it

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