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Ristoratori in ginocchio: la disperazione di una cuoca

Non è un'infermiera simbolo. Ma l'impatto è lo stesso. Una foto virale della titolare di un ristorante, accovacciata, disperata. Una donna, con il telefonino sui piedi e pochissima luce per il futuro

Una foto drammatica, che ben simboleggia cosa significhi tornare ancora in zona rossa ad un anno dallo scoppio della pandemia di Covid. Non siamo in un ospedale e la donna catturata in questo scatto non è un'infermiera: ci troviamo nelle cucine di un ristorante. E la persona con la testa accovacciata tra le braccia e il telefonino abbandonato ai suoi piedi è la titolare di un locale, talmente disperata da non avere nemmeno più la forza di piangere. Con ormai flebili speranze di ricostruirsi un futuro, una stanchezza psicologica che cozza quotidianamente contro l'impossibilità di tornare a lavorare, a guadagnare, a pagare le bollette, questa donna simboleggia migliaia di ristoratori che per mesi hanno lottato con tutte le loro forze. Ma che oggi si sentono quasi sconfitti e svuotati di ogni residua energia.

«Sono senza lacrime.... Senza forze, senza più dignità. E c'è chi parla, parla, parla...». Non ha bisogno di commenti lo sfogo pubblicato sabato sera dall'account Twitter Francesco e Filomena. Parole che stanno commuovendo l'Italia intera.

Oltre 5 mila i "Mi piace" ottenuti dal tweet. Più di mille invece i commenti lasciati da chi ha voluto esprimere tutta la propria vicinanza nei confronti dei professionisti che stanno lottando per non fermarsi di fronte agli ostacoli innalzati dalla pandemia. Un'autentica ondata di solidarietà nella speranza che tutto possa presto tornare alla normalità. E che scene di questo tipo si tramutino quanto prima soltanto in cattivi ricordi. 

"Vedere questa foto è come vedere mia sorella che oggi piangeva al telefono con me per il tuo stesso motivo...so cosa significa tutto questo,perché vengo fuori da una famiglia di ristoratori.Anche se non ti conosco,ti mando un abbraccio immenso." (Rita)

"Lo stato non ha saputo gestire la situazione, non esiste solo il covid c'è la dignità di un popolo che deve lavorare, c'è una sanità che non funziona bene e ci sono dei ragazzi dimenticati."(Patty)

"Sono vicino a tutte quelle persone che stanno affrontando una situazione molto difficile.senza lavoro senza introiti e senza aiuti da parte dello stato." (Pietro).

"Ti posso capire.Mio figlio é uno dei tanti cuochi d'Italia che è senza lavoro. La disperazione totale.Non facciamoci prendere dai sentimenti tossici,altrimenti é finita.Forza!!! " (Giuseppe).

"Un abbraccio a tutte queste categorie e alle Palestre, Negozi e Bar con la speranza che ci sia una veloce ripresa".

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