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Giorno della Memoria - Al Liceo Canova la consegna medaglie ai deportati nei lagher nazisti

Via Canaletto, 4 · Vedelago

Sono a segnalare la biografia di mio padre Mario Di Santo, di un carabiniere fedele nei secoli fedele fin dal suo arruolamento, la cui particolare attività durante la resistenza di far parte del FRONTE MILITARE CLANDESTINO, è emersa solo in occasione della concessione della medaglia, in sua memoria, quale deportato nei lagher nazisti.

E' stata una giornata emozionante per la moglie Bastianello Rosa che ha ricevuto la medaglia in memoria di suo marito Mario, alle presenza di tante autorità e commovente sentire leggere la sua biografia, che di seguito riporto.

DI SANTO MARIO Neyrotti (o Negrotti)

nasce in un paesino dell'Abruzzo : BOMBA in provincia di Chieti il 19 gennaio 1914,da Nicola (calzolaio) e Grilli Agata.

Il 15 settembre 1933, all'età di 19 anni si arruola come ALLIEVO CARABINIERE e frequenta la scuola di Roma.

Il 24 giugno 1934 viene assegnato alla Legione Carabinieri di Palermo e nel novembre 1941 a quella di Bologna.

Durante il periodo bellico e dopo l'8 settembre 1943, il Carabiniere Mario Di Santo entra a far parte della BANDA DEL GRUPPO SQUADRONI DEI CARABINIERI REALI, sotto la guida del generale Filippo Caruso del FRONTE MILITARE CLANDESTINO IN ROMA (BANDA CARUSO), uno squadrone di 150 Carabinieri ben addestrati ed organizzati, che fecero parte della resistenza allo scopo di dare un contributo agli alleati con attività di sabotaggio e di informazione sugli obiettivi da colpire, allorché il 7 ottobre 1943 il comando germanico decretò lo scioglimento dei reparti dell'Arma ed il loro trasferimento nel territorio del Reich.

Catturato a Forlì il 5/8/1944 dalle truppe tedesche fu deportato ed internato in Germania fino al 15/4/1945 e trattenuto dalle "Forze Alleate" fino al 2/7/1945.

Non vi è traccia anche a seguito delle ricerche in quale STALAG è stato internato.

L'ICRC di Geneve scrive che dai loro archivi risulta soltanto che "DI SANTO MARIO, prigioniero di guerra in mani tedesche, è stato rimpatriato da AUGSBURG a INNSBRUCK il 10/7/1945 secondo una lista dell'ICRC di St. Margrethen del 12.7.1945".

Altra documentazione non si è riusciti a trovare. Ma la ricerca continua...

Mario Di Santo, quando era vivente, raccontava di essere stato fatto salire su un vagone (carro bestiame) molto ristretto ed affollato con destinazione GERMANIA. Arrivato nei pressi di Lipsia (Leipzig), fu internato in una delle tante baracche.

Spesso ripeteva, su richiesta ma con notevole difficoltà, della insopprimibile fame, delle sveglie mattutine all'alba, dell'adunata al freddo ed al gelo, alla neve, di aver sofferto tanto freddo e del lavoro faticoso e sfiancante, sotto qualsiasi intemperie. Per recarsi al luogo di lavoro, doveva percorrere parecchi chilometri a piedi e lungo la strada succedeva che qualcuno cadeva stremato di stanchezza e debolezza e di conseguenza eliminato.

La scarsità di cibo contribuiva all'insorgere di malattie ed alla morte per deperimento. Se non fosse stato per l'aiuto delle donne russe che davano ai prigionieri italiani da mangiare delle bucce di patate in aggiunta alla solita "brodaglia" ... sarebbe morto di stenti.

La vita in baracca era dettata dalla sopravvivenza e dal terrore dell'inflizione di atrocità, dalla paura della morte. Molti morivano per fame, fatica e malattie ...

Al termine della prigionia il prigioniero Mario Di Santo pesava poco più di 40 kg.. Alla liberazione del campo da parte degli americani - così diceva - molti morirono per il troppo cibo ingerito in un corpo irrimediabilmente debilitato.

Ricordo che intorno agli anni '70, durante una trasmissione televisiva di persone che cercavano altre persone aveva riconosciuto un suo compagno di baracca di Bologna ... si telefonarono in diretta TV, ma dopo nulla più ... Forse era meglio dimenticare che ricordare !

Rimpatriato dalla deportazione il 2 luglio 1945 viene trasferito al Centro Recuperi di Chieti.

Il 15 settembre 1945 viene assegnato alla Stazione Carabinieri di Correzzola (PD) e poi di Bovolenta (PD).

A Bovolenta conosce la sig.ra Bastianello Rosa con la quale convola a nozze nel 1953. Essendo la moglie dello stesso comune dove svolge servizio, viene trasferito alla stazione Carabinieri di Vedelago (TV). Dalla loro unione nascono i figli Nicola e Pierdonato.

A VEDELAGO, dal 1953 e salvo un breve periodo presso la Tenenza di Castelfranco Veneto (dal 1966 al 1968), vi rimane anche quale COMANDANTE DI STAZIONE, per 15 anni, fino al congedo (per raggiunti limiti di età) del 19-1-1968.

Viene decorato il 26/3/1950 delle Croce d'Argento dal Comando Generale dell'Arma dei Carabinieri.

Viene conferita il 18/5/1954 la Croce al Merito di Guerra dal Comando Generale dell'Arma dei Carabinieri.

Il 16/7/1978 vengono conferiti, per ruolo d'onore, i gradi di Maresciallo Ordinario, il 16/7/1983 di Maresciallo Capo ed il 16/7/1988 i gradi di Maresciallo Maggiore.

Il 22/02/1995 il Ministero della Difesa li conferisce il titolo onorifico di SOTTENENTE.

Il 18 giugno 2007 si spegne, purtroppo, il caro, amato e stimato, FEDELE NEI SECOLI il Sottotenente dell'Arma dei Carabinieri (in congedo) MARIO DI SANTO.

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